Quanto vale la privacy digitale degli italiani? Il costo medio è di 90€

Una ricerca di PHD Italia afferma che gli italiani da un lato vorrebbero un maggiore controllo sulle informazioni fornite, ma sono anche pronti a valutare quali e quante informazioni fornire in cambio di un vantaggio economico.

Venerdì 25 maggio entra in vigore il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei nostri dati in Rete. Si chiama Gdpr, e obbligherà le aziende a raccogliere solo determinate informazioni; sul fronte utenti, la svolta è che si potranno chiedere all’azienda quali informazioni personali posseggono e domandarne l’eliminazione, in sostanza per qualsiasi ragione.
Ma gli italiani, oggi, quanto sono preoccupati per la loro privacy? E quanto vorrebbero essere pagati per «concederne» un pezzettino? Secondo la ricerca di PHD Italia, agenzia media e di comunicazione che fa parte del gruppo internazionale Omnicom, dal titolo «L’insostenibile leggerezza del dato», il quadro è complesso. Siamo preoccupati sì, ma non abbastanza bravi a proteggerci. Vorremmo poi un maggiore controllo sulle informazioni fornite, ma siamo anche pronti a valutare quali e quante informazioni fornire in cambio, per esempio, di un vantaggio economico. Quale? Ebbene, secondo la ricerca, 90 euro è il costo medio che un’azienda dovrebbe pagare per avere visibilità delle abitudini di acquisto di un cliente. La domanda è stata posta fornendo un arco temporale predefinito (un mese) nel questionario, che ha permesso di porre la domanda ai rispondenti e di far esprimere una valutazione.

Leggi l’articolo originale La privacy in Rete degli italiani? Vale minimo 90 euro

Fonte: Corriere.it | di Francesca Gambarini

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