Quando sulla privacy prevale la religione

Una cameriera ha denunciato la scappatella di un conoscente avvenuta nell’albergo in cui lavorava: è stata licenziata, ma il giudice le ha dato ragione. Ecco perché

In un albergo di Venezia una cameriera ha visto un conoscente fare colazione con una donna e poi ha scoperto che i due hanno soggiornato nella stessa camera. Allora ha raccontato l’accaduto ai suoi superiori religiosi.

La cameriera l’ha fatto perché, essendo come il fedifrago testimone di Geova, ha, secondo la religione, l’obbligo di riferire ai superiori gravi comportamenti sui membri della comunità per poi ravvederlo. L’uomo è stato così richiamato dai referenti della comunità, ma non solo: la moglie ha chiesto il divorzio. Il cliente ha scritto subito una lettera all’albergo lamentando una violazione della privacy, la cameriera è stata licenziata per motivi disciplinari, ma il giudice le ha dato ragione: “Per la sua religione aveva il dovere morale di farlo”. (Leggi tutto)

Fonte: Corriere.it | di Alberto Zorzi

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