Pubblicità, Google sotto inchiesta dal Garante irlandese per violazione della privacy

Il garante irlandese ha avviato un’indagine sul colosso di Mountain View per il trattamento dei dati personali in ambito pubblicitario, che non sarebbe conforme alle regole europee

Google è finita sotto indagine da parte del Garante per la protezione dei dati dell’Irlanda, che ha aperto la sua prima indagine verso il gigante di Mountain View per sospetta infrazione del Gdpr, il regolamento europeo dei dati personali.

La Irish data protection commission ha annunciato che “è stata avviata un’inchiesta legale ai sensi dell’articolo 110 del Data Protection Act 2018 in relazione al trattamento dei dati personali da parte di Google Ireland limited nel contesto del suo Ad exchange online”.

L’indagine dovrà appurare come Google tratta i dati personali in ogni fase del suo sistema di tracciamento degli annunci pubblicitari, attivo su 8,4 milioni di siti (dati BuiltWith), verificando che sia conforme alla legge europea sulla privacy (Gdpr) introdotta un anno fa.

Siccome molte aziende informatiche hanno scelto l’Irlanda per installare la loro sede europea e beneficiare della tassazione ridotta, il Garante di Dublino, come riporta la Reuters, all’inizio di maggio aveva sulla scrivania: 51 indagini su violazioni del Gdpr, 17 delle quali riguardanti i grandi nomi del web come Twitter, LinkedIn, Apple e, ovviamente, Facebook e i suoi WhatsApp e Instagram.

In base al regolamento comunitario, le autorità di regolamentazione hanno il potere di imporre ammende per violazioni fino al 4% delle entrate globali di un’azienda (che nel caso di Google ammonterebbe a 5,4 miliardi di dollari) o 20 milioni di euro. Sebbene questa è la prima indagine Gdpr da parte del Dpc irlandese, Google non è nuovo a multe per violazioni della legge europea a tutela della privacy.

Google ha fatto sapere che: “Ci impegneremo a pieno nell’indagine aperta dalla Commissione per la protezione dei dati personali, accogliamo con favore l’opportunità di un chiarimento ulteriore sulle norme europee in materia di protezione dei dati per il real time bidding. Gli authorized buyers che utilizzano i nostri sistemi sono soggetti a norme stringenti e standard rigorosi”.

Fonte: https://www.wired.it | di Gabriele Porro

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