Privacy, tutti i problemi del Governo

Nel nostro Paese si politicizza tutto, anche la privacy, ma un valore così decisivo per le persone non può diventare merce di scambio sul terreno delle sterili rivendicazioni politiche.

Le polemiche delle ultime settimane sul rispetto del valore della riservatezza da parte di alcune misure adottate dal governo in carica la dice lunga sulla tendenza della classe dirigente italiana a dare un nome e un colore politico ad ogni presa di posizione, fosse anche una decisione di un’Autorità garante.

Il governo guarda infatti con crescente ossessione a quanto dice da tempo il Garante della privacy, che acutamente si sta soltanto preoccupando di dare coerenza ai profili applicativi delle nuove norme europee contenute nel Gdpr.

Nei giorni scorsi il Garante ha bocciato le norme “anti-furbetti”, previste nel Ddl Concretezza, che ha ricevuto il via libera del Senato lo scorso dicembre, perché non rispettano i “criteri di necessità e proporzionalità previsti dalla disciplina europea” e per la sua “intrinseca contraddittorietà”. Le misure volute dal ministro della Pa Giulia Bongiorno contro l’assenteismo dei dipendenti pubblici consistono nell’introduzione di controlli biometrici dell’identità usando le impronte digitali e di sistemi di videosorveglianza.

In occasione di un’audizione alla Camera, alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro, il presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro ha dichiarato che i nuovi sistemi andrebbero adottati “in presenza di fattori di rischio specifici, ovvero di particolari presupposti quali ad esempio…

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Fonte: Huffington Post | di Ruben Razzante

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