Privacy Shield: Buttarelli, strumento debole serve legislazione più forte

Le autorità per la protezione dei dati dell’UE si riuniranno alla fine di agosto per preparare la prima revisione dell’accordo firmato un anno fa con Washington noto come “Privacy Shield”.

Il gruppo, composto da rappresentanti degli Stati membri, accompagnati da esperti della Commissione Europea, volerà a Washington per il riesame che inizierà il 18 settembre.

La Commissione ha siglato l’accordo nell’estate del 2016 con l’Amministrazione dell’allora presidente, Barack Obama; quasi 3.000 aziende hanno aderito all’ “autocertificazione” di conformità al programma, consentendo il trasferimento di dati personali dei consumatori UE negli Stati Uniti.

La norma rappresenta una soluzione fatta su misura per mantenere i flussi di dati verso gli USA anche nel caso in cui le leggi americane sulla protezione dei dati non soddisfino quelle sulla privacy dell’UE.

Gli attivisti per la privacy hanno già presentato, lo scorso anno, due denunce contro lo Shield di fronte alla Corte di Giustizia europea. Già nel 2015, la Corte aveva dichiarato illegale il predecessore del Privacy Shield, cioè l’accordo UE-USA “Safe Harbour”. Le audizioni sui due casi pendenti non sono ancora iniziate.

Il supervisore della protezione dei dati dell’UE, Giovanni Buttarelli, ha insistito che, indipendentemente dalle decisioni della Corte previste per il prossimo mese, l’accordo potrebbe essere sospeso se i funzionari dell’UE stabiliscono che gli Stati Uniti non rispettano le regole.

“A mio avviso è uno strumento intermedio a breve termine. Occorre concepire qualcosa di più robusto “, ha detto Buttarelli.

Una nuova legislazione sulla protezione dei dati dovrebbe essere introdotta nell’Unione europea l’anno prossimo; Buttarelli afferma che richiederà norme ancora più rigide per il commercio digitale con paesi al di fuori del blocco europeo. Ciò potrebbe significare che l’UE richieda a paesi come gli Stati Uniti di avere leggi più chiare sulla protezione dei dati prima di firmare qualsiasi accordo che consenta di spostare i dati dei propri cittadini all’estero.

Leggi l’articolo originale EU privacy watchdog: Privacy shield should be temporary

Fonte: Euractiv | di Catherine Stupp

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