Privacy e scuola, no alla pubblicazione dei curriculum degli studenti senza espressa autorizzazione

Le scuole devono conformarsi alle norme stabilite dal Garante della privacy, fornendo ai ragazzi tutte le necessarie informazioni sul trattamento dei dati personali.

Le scuole non possono pubblicare i curriculum degli studenti dell’ultimo anno delle superiori, per orientamento e inserimento professionale dopo il diploma, senza l’espressa autorizzazione degli studenti. Il Miur lo ricorda con la circolare n.12071 del 2 ottobre scorso.

Le scuole, dunque, devono conformarsi alle norme già stabilite dal Garante per la Privacy nei mesi scorsi. Le scuole sono tenute a fornire ai ragazzi tutte le necessarie informazioni sul trattamento dei dati personali.

LA CIRCOLARE
La circolare sottolinea che la diffusione dei curriculum non può  avvenire secondo la formula del “opt-out”, in base al quale gli istituti comunicano di procedere alla pubblicazione delle informazioni “salva diversa determinazione degli interessati”. E, inoltre, gli studenti devono essere messi nelle condizioni di poter revocare in ogni momento la richiesta di diffusione dei propri dati personali, con l’effetto di fermarne l’ulteriore diffusione.

LE REGOLE DEL GARANTE DELLA PRIVACY

“La scuola a prova di privacy” è la guida del Garante per la protezione dei dati personali. L’obiettivo è quello di aiutare  studenti, famiglie, professori e la stessa amministrazione scolastica a muoversi agevolmente nel mondo della protezione dei dati.

La guida – che si apre all’insegna dell’ “insegnare la privacy, rispettarla a scuola” –  raccoglie i casi affrontati dal Garante con maggiore frequenza, al fine di offrire elementi di riflessione e indicazioni  per i tanti quesiti che vengono posti dalle famiglie e dalle istituzioni: da come trattare correttamente i dati personali degli studenti (in particolare quelli sensibili, come condizioni di salute o convinzioni religiose) a quali regole seguire per pubblicare dati sul sito della scuola o per comunicarli alle famiglie; da come usare correttamente tablet e smartphone nelle aule scolastiche a quali cautele adottare per i dati  degli allievi con disturbi di apprendimento.

Il vademecum dedica inoltre particolare attenzione alla “scuola 2.0” e al corretto uso delle nuove tecnologie, al fine di prevenire atti di cyberbullismo o altri episodi che possano segnare negativamente la vita dei più giovani.

Per facilitarne la consultazione, la guida è articolata in cinque brevi capitoli (Regole generali; Vita dello studente; Mondo connesso e nuove tecnologie; Pubblicazione on line; Videosorveglianza e altri casi) che riportano regole ed esempi, e in due sezioni “di servizio” (Parole chiave; Appendice – per approfondire) utili per comprendere meglio la specifica terminologia utilizzata nella normativa sulla privacy e per avere un sintetico quadro giuridico di riferimento.

Fonte: Tecnicadellascuola | di Andrea Carlino

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