Privacy, niente profilazione dei giudici in funzione predittiva in Francia

La Francia è il primo paese europeo che prende di petto lo sviluppo di tools di giustizia predittiva dedicati al mercato. Ma è la strada giusta?

Niente profilazione dei giudici in funzione predittiva in Francia. Oltralpe è appena entrata in vigore una corposa riforma della Giustizia ed il Governo non si è lasciato sfuggire un aspetto collegato al nuovo statuto del giudice in epoca digitale. Creando un “vespaio” tra i sostenitori del mondo start up, le società di analytics (Predictice, in primis), gli stessi avvocati.

La legge n. 2019-222 (di programmazione 2018-2022 e di riforma della giustizia) prevede sanzioni penali salate per le società o chiunque, partendo dalle decisioni e sentenze, raccolga, analizzi e riutilizzi “i dati di identità dei magistrati con lo scopo o l’effetto di valutare, analizzare, confrontare o prevedere le loro pratiche effettive o presunte pratiche professionali”. Il divieto vale sia per la giustizia ordinaria sia per quella amministrativa e sorpassarlo potrebbe costare fino a cinque anni di prigione.

Non ci vuole molto a capire quale sia stata l’ispirazione di questa chiusura totale dell’ordinamento francese a sistemi di raccolta in data base di informazioni riguardo gli indirizzi espressi dai magistrati francesi, con l’effetto di bloccare le iniziative commerciali volte a raccogliere in data base le decisioni giudiziarie al fine di creare tool di giustizia predittiva; se non tutte (sarebbe assurdo), senz’altro quelle che avrebbero per effetto la pressione sulla magistratura.

La legge francese sugli open data giudiziari e la profilazione dei giudici

L’articolo 33 della legge n. 2019/222 riguarda la supervisione e armonizzazione delle regole di divulgazione delle decisioni giudiziarie: chiarisce il regime della divulgazione aperta delle informazioni sulle decisioni e quello dell’accesso alle decisioni rese dai tribunali civili – armonizza la questione dell’emissione di copie di decisioni giudiziarie a terzi.

Nei documenti ufficiali del governo francese (Warning: la traduzione è libera) si legge: “Lo sviluppo della diffusione delle decisioni giudiziarie su Internet e l’imminente attuazione delle disposizioni sui dati aperti  delle decisioni giudiziarie della legge n ° 2016-1320 del 7 ottobre 2016 per una Repubblica digitale assicurano che tutti abbiano accesso alle decisioni giudiziarie, garantendo al tempo stesso la sicurezza delle persone e il rispetto delle loro privacy. I sistemi per la diffusione delle decisioni dei tribunali online e l’emissione di copie da parte dei registri devono essere chiariti e messi in coerenza. Poiché la maggior parte delle decisioni giudiziarie sono ora destinate alla diffusione online, è necessario porre fine a domande di massa per l’emissione di decisioni giudiziarie e per consentire ai registri di rifiutare le domande di decisioni da parte di terzi. La legge perciò prevede che, nell’ambito della divulgazione aperta dei dati, il nome e il cognome delle persone fisiche che sono parti o terzi saranno oscurati. Inoltre, è previsto di nascondere qualsiasi altro elemento che consenta l’identificazione di queste persone così come magistrati e membri del registro in caso di pericolo per la loro sicurezza e per il rispetto della loro vita privata. Sarà inoltre vietato il riutilizzo dei dati identificativi di giudici e impiegati a fini di classificazione, valutazione, confronto o profilazione in un modo più ampio. Questo divieto è accompagnato da una sanzione penale.

I terzi possono anche richiedere alla cancelleria dei tribunali una copia della decisione, alle condizioni precedenti. Gli elementi che consentono di identificare le parti e i terzi potranno essere nascosti in caso di rischio per la loro sicurezza e il rispetto della loro privacy. Queste regole si applicano sia alla giustizia amministrativa che giudiziaria”.

La Giustizia predittiva e la profilazione dei Giudici

Da quanto al momento possiamo dedurre, da una parte la Francia ha colto l’occasione della riforma (che, per inciso, ripropone tante misure di giustizia telematica e non già in vigore in Italia.     Per esempio la firma elettronica e il decreto ingiuntivo telematico; il divorzio breve, la mediazione obbligatoria in via sperimentale e l’accorpamento di sedi giudiziarie; ed aggiunge il processo penale telematico) per operare (e disciplinare) la scelta di open data della giustizia, anche a fini predittivi dunque. Dall’altra ha bloccato sul nascere le iniziative volte a servirsi degli open data giudiziari per studiare tools che permettessero di profilare i magistrati per ricostruire il loro pensiero giuridico e giudiziario, al fine di impostare su base predittiva ipotesi di difesa.

Su Artificial lawyers è possibile rileggere una ricostruzione della vicenda francese e delle motivazioni che sarebbero alla base di questa decisione dalla penna dell’avvocato, esperto di machine learnig, le cui iniziative di ricerca risalenti al 2016 avrebbero portato a questa decisione governativa. La ricostruzione è utile anche per comprendere più da vicino le iniziative francesi in materia di open data e giustizia telematica.

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