Privacy, il GDPR dopo un anno. Cosa ha funzionato?

Tra aziende e uffici pubblici indietro e boom di reclami. Cosa è successo un anno dopo?

Tra pochi giorni, precisamente il 25 maggio, il Gdpr (Regolamento generale europeo per la protezione dei dati) compierà un anno. Frutto di quattro anni di lavoro, senza dubbio si tratta di un successo di questa legislatura europea che il 27 maggio avrà un nuovo Parlamento e a novembre una nuova Commissione. Il modello del Gdpr ha fatto il giro del mondo, divenendo lo standard “adottato da Paesi che costituiscono il 42% del Pil mondiale e il 34% degli scambi globali”, come riportato di recente dal segretario generale della Commissione Juncker, Martin Selmayr.

Il Gdpr ha ispirato le dichiarazioni di manager come Satya Nadella di Microsoft, Tim Cook di Apple e Mark Zuckerberg di Facebook, che negli ultimi mesi hanno auspicato l’approvazione di una normativa federale sulla privacy simile a quella europea.

Il bilancio

Per quanto riguarda il panorama italiano il Garante ha optato per un regime morbido che è terminato proprio questa settimana. Una specie di periodo di prova che ha lasciato un po’ di tempo a molti, soprattutto piccole e medie imprese, per capire come adattare il testo della norma alle operazioni aziendali di tutti i giorni.

Questo momento di calma ha permesso al Garante di concentrarsi sulle violazioni più gravi. Tra queste il caso della piattaforma Rousseau attraverso cui il Movimento 5 Stelle da anni invita i suoi sostenitori a votare alcune proposte legislative. Secondo il giudizio del Garante non avrebbe garantito l’anonimato e il sistema si sarebbe prestato alla manipolazione del voto.

Intanto in Francia Google ha ricevuto a inizio anno la multa più salata comminata finora in Europa, 50 milioni. Questo dimostra che a contare non sono gli avvocati che si hanno a disposizione, ma come si decide di mettere in pratica il testo del Gdpr, e in particolare i principi di trasparenza e chiarezza delle informazioni date agli utenti. Per quanto riguarda l’altro paziente sotto osservazione, nonostante i proclami di un cambio di direzione verso un modello più privato, anche Facebook potrebbe presto ricevere le prime sanzioni multi-milionarie post Gdpr, almeno a quanto anticipato dal garante irlandese.

Vai all’articolo originale qui.

Fonte: Wired.it | di Vincenzo Tiani

© 2017-2018 Associazione Privacy Italia - C.F. 91039930192 - P. Iva 01685370197 - Informativa Privacy

Con il sostegno di:

Fondazione di Sardegna Fondazione Cariplo
Positive SSL