Privacy e Reddito di cittadinanza, le spese non saranno più tracciate

L’occhio dello Stato non potrà più vedere voce per voce le spese fatte con la card del reddito di cittadinanza.

Governo e maggioranza fanno un passo indietro e accettano di tutelare la privacy dei cittadini, così come chiesto dal Garante, approvando in Aula al Senato l’emendamento che prevede il monitoraggio per «i soli importi complessivamente spesi e prelevati».

Il Decretone, cuore della legge di bilancio giallo-verde, domani incasserà il primo via libera del Parlamento per poi passare all’esame della Camera dove verrà riaperta la partita per le modifiche di maggiore peso, anche finanziario, e che dovrebbero riguardare il rafforzamento delle misure per i disabili e i minori. Nel corso della mini-maratona a Palazzo Madama, ottengono l’ok tutte le principali novità già approvate in commissione: dalla stretta contro i furbetti del divorzio all’aumento dell’anticipo del Tfs a 45.000 euro, dalle assunzioni negli uffici tributari per arginare l’impatto di quota 100 all’allungamento dei tempi della pace contributiva, dal turn over più ampio negli enti locali al ‘salario minimò per i beneficiari del reddito, che saranno obbligati ad accettare un lavoro solo se lo stipendio supererà gli 858 euro al mese. I lavori dell’Assemblea procedono senza intoppi nonostante le critiche nel «merito e nel metodo» ribadite dalle opposizioni, che lamentano una maggioranza «sorda».

«Voteremo no», fa sapere il Partito Democratico perché «è un provvedimento che fa male al Paese e crea uno sbilanciamento gravissimo dei conti pubblici». Più ‘coloratà la critica di Forza Italia: in segno di protesta, il senatore azzurro Antonio Saccone decide di sventolare in Aula un gilet arancione con la foto di Luigi Di Maio e la scritta «steward». Il vicepremier in Aula non c’è ma la replica arriva lo stesso: «Per me essere stato steward è un orgoglio». Oltre alla stretta sulla privacy, che riguarda anche l’uso dei dati personali dei beneficiari inseriti nelle piattaforme informatiche, i senatori M5S-Lega approvano il raddoppio delle ore (da 8 a 16) di servizi socialmente utili da dover svolgere nei Comuni e il pacchetto di proposte del governo su enti locali e Regioni. Le assunzioni dei navigator, i nuovi tutor che dovranno accompagnare i beneficiari del reddito nella ricerca di lavoro e che hanno fatto alzare barricate ai Governatori, dovranno incassare – secondo la mediazione presentata dall’Esecutivo – l’ok della Conferenza Stato-Regioni.

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