Privacy, attacco hacker alla dogana Usa. Rubati dati sensibili di 100mila persone

Un attacco ha colpito i server della Customs and Border Protection (Cbp) statunitense, esponendo migliaia di persone a rischi di privacy

Un attacco malevolo ha colpito i server della Customs and Border Protection (Cbp) statunitense, l’agenzia federale che controlla le dogane degli Stati Uniti, sottraendo le immagini delle targhe e le foto delle persone che hanno viaggiato attraverso i confini del paese.

Come riporta il Washington Post, in una dichiarazione lunedì 10 giugno i funzionari delle dogane hanno detto che le immagini che includevano le foto dei volti delle persone e delle targhe dei veicoli, sono state sottratte a margine di un attacco informatico a un subappaltatore federale.

L’accaduto ha immediatamente sollevato forti preoccupazioni legate alle violazioni della privacy dei cittadini. Il Cbp fa infatti ampio uso di telecamere e videoregistrazioni, sia negli aeroporti che nelle barriere di frontiera terrestre. Se in corrispondenza delle barriere stradali le telecamere riprendono più genericamente le targhe dei veicoli e i loro passeggeri, negli hub aeroportuali alcune compagnie effettuano l’imbarco tramite scansione facciale, mantenendo nei loro archivi le immagini dei volti dei passeggeri.

Tutti questi dati sensibili sono potenzialmente a rischio violazione da parte di attacchi informatici malevoli come quello appena avvenuto.

A seguito dell’attacco, il Cbp ha affermato che meno di 100mila personesono state colpite dalla violazione. Le immagini sottratte ritraevano esclusivamente i viaggiatori all’interno dei loro veicoli che sono entrati o usciti dagli Stati Uniti nell’ultimo mese, passando attraverso un’unica dogana, che non è stata però menzionata.

Secondo una fonte anonima sentita dal Washington Post, il confine interessato sarebbe quello canadese, e l’appaltatore federale che avrebbe subito la violazione sarebbe Perceptcs. I funzionari hanno detto che i dati rubati non includevano altre informazioni identificative, e che nessun passaporto – o dato inerente ai documenti di viaggio – è stato compromesso.

Il Cbp ha affermato che le copie di immagini di targhe e foto dei viaggiatori erano state trasferite alla rete aziendale del subappaltatore, violando le norme di sicurezza e privacy dell’agenzia. Successivamente, la rete del subappaltatore è stata quindi attaccata e violata.

Di conseguenza, i funzionari governativi hanno rassicurato parzialmente i cittadini americani, affermando che nessun sistema del Cbp sarebbe stato effettivamente compromesso.

Fonte: Wired.it | di Gabriele Porro

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