Perché la nuova mossa di Zuckerberg non ha a che fare con la privacy

Mark Zuckerberg ha annunciato lo scorso mercoledì che Facebook si sarebbe concentrato sulla privacy dei suoi utenti. Si tratta, tuttavia, di una falsa promessa, dietro alla quale si nasconde il tentativo di contrastare il futuro competitor WeChat e fare di Facebook il “sistema operativo delle nostre vite”.

Chiunque sia stato recentemente in Cina non ha potuto fare a meno di constatare quanto sia difficile farsi strada nel Paese senza WeChat, un’applicazione universale per telefoni cellulari. La gente in Cina usa WeChat per tutto, dall’invio di messaggi, alla lettura di notizie e opinioni, all’ordinazione del cibo, al pagamento ai distributori automatici. WeChat consente di depositare denaro in banca, cercare un libro in biblioteca, fissare un appuntamento medico, effettuare conferenze telefoniche e interagire con il governo. In Cina, WeChat è un sistema operativo completamente integrato nella vita di quasi 1,1 miliardi di persone.

Per Zuckerberg, WeChat non è solo la sua più grande sfida ma anche il modello per il futuro della sua azienda, dal momento che egli ha sempre aspirato a far sì che Facebook diventasse il “sistema operativo della nostra vita”, almeno per coloro che vivono al di fuori della Cina. Non solo WeChat è ciò che Facebook deve ancora diventare, ma, se dovesse oltrepassare i confini della Cina, si rivelerebbe anche la più grande minaccia al dominio globale di Facebook.
Questo rischio, meglio di qualsiasi vuota e distraente promessa di “fare perno sulla privacy”, spiega l’annuncio di Zuckerberg di mercoledì e l’impegno a unificare i servizi di messaggistica delle sue tre piattaforme non Facebook, Instagram (1 miliardo di utenti), WhatsApp (1,5 miliardi di utenti) e Messenger (1,3 miliardi di utenti). Egli estenderebbe così alle altre due piattaforme la forte crittografia che distingue WhatsApp da molti altri servizi di messaggistica (anche se non in modo significativo, da concorrenti potenziali in crescita e crittografati come Telegram e Signal) e permetterebbe ai contenuti di muoversi facilmente tra di loro.

Zuckerberg spera in questo modo di attirare coloro che utilizzano servizi concorrenti come Telegram, Signal, Skype, Google’s Hangouts (precedentemente noto come GChat), Apple IMessage, o classici SMS, verso i vari servizi di messaggistica di Facebook, presto riuniti. Schiacciare tutte queste applicazioni, insieme alle e-mail e alle telefonate di vecchia data, sarebbe un passo importante verso il sistema operativo della nostra vita.

Questo annuncio significa fondamentalmente che WhatsApp non sarà modificato, come molti temevano – abbandonando la crittografia e diventando più simile a Messenger. Al contrario, Messenger diventerà più simile a WhatsApp. Così facendo, non solo i diversi servizi verrebbero unificati, ma diventerebbero sempre più simili a WeChat, lanciando le basi per una vera e propria competizione.

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Fonte: Guardian.com | di Siva Vaidhyanathan

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