Pa e impronte digitali, Garante Privacy: ‘Sono contrario, misura sproporzionata’

“Sono contrario, perché una misura sproporzionata”, così Antonello Soro, Garante Privacy, ha commentato la legge approvata dal Parlamento che prevede le impronte digitali e, contestualmente, la videosorveglianza per combattere l’assenteismo nella Pubblica amministrazione.

“Sono contrario, perché una misura sproporzionata”, così Antonello Soro, Garante Privacy, ha commentato, ai microfoni di Radio Anch’io,le impronte digitali e, contestualmente, la videosorveglianza, per combattere l’assenteismo nella Pubblica amministrazione (sono esclusi gli insegnanti). La norma ha ottenuto il via libera definitivo dal Parlamento, con il voto a favore, in terza lettura, del Senato (135 sì). Diventa legge il ddl cosiddetto ‘Concretezza’, voluto dalla ministra della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno.

“La falsa attestazione della presenza è molto grave, è un reato, e bisogna contrastarlo”, ha detto Soro. “Ma la strada scelta dal Parlamento è eccessiva, perché utilizza sistemi di controllo di sorveglianza sproporzionati: sono solo decine i dipendenti accusati del reato su più di 3 milioni di dipendenti pubblici”. “Così”, ha fatto notare il Garante, “una larga parte dei lavoratori verranno sottoposti a un controllo biometrico generalizzato, sistematico e indiscriminato attraverso la raccolta di un dato, che è particolarmente sensibile. I dati biometrici in Europa godono, grazie al Gdpr, di una tutela rafforzata e per questo nessun altro Paese li utilizza per questo motivo”.

Invece è soddisfatta la ministra che ha voluto la legge: “Felice di poter finalmente dire addio ai truffatori del cartellino grazie all’introduzione dei controlli con impronte digitali”, ha affermato Giulia Bongiorno, ministra della Pubblica amministrazione.

Il provvedimento introduce, quindi, impronte digitali e videosorveglianza in funzione anti-furbetti e una riforma del reclutamento che mira a rendere più veloci le assunzioni nella pubblica amministrazione, “nuovi e preziosi strumenti” che, secondo la ministra, garantiranno “migliori servizi per cittadini e imprese”. Oltre al badge, il provvedimento prevede come nuove forme di accesso il riconoscimento delle impronte più la videosorveglianza. Per ora viene stabilito solo il principio, rinviando la realizzazione vera e propria del meccanismo a un successivo decreto. Dalla novità sono escluse le forze dell’ordine, la magistratura, i prefetti ed anche gli insegnanti (già sottoposti al registro elettronico), ma non i presidi, nonostante la lettera di protesta di quest’ultimi.

Altre novità digitali nella Pa sono previste dalla nuova legge

Con la legge, ha aggiunto Bongiorno, ci saranno “assunzioni di esperti in digitalizzazione, in gestione di fondi strutturali, in semplificazione amministrativa e in controllo di gestione con concorsi sprint e semplificazione delle procedure di assunzione”, ha spiegato la ministra della Pubblica amministrazione.

Dunque, i concorsi saranno più facili e immediati grazie ai test a risposta multipla sia per le prove pre-selettive, sia per gli scritti. La correzione potrà essere automatizzata e potranno essere create sottocommissioni quando si oltrepassano i 250 candidati. Non ci sarà poi bisogno di un’autorizzazione preventiva ad assumere (nel limite dell’80% delle facoltà). La legge conferma il turn-over al 100 per cento e vengono individuate le professionalità da reclutare in via prioritaria: esperti in digitalizzazione, in gestione dei fondi strutturali, in semplificazione amministrativa e in controllo di gestione.

La verifica dell’applicazione della legge nelle pubbliche amministrazioni spetterà al ‘nucleo per la concretezza’, composto da 53 persone, che vigilerà attraverso visite, sopralluoghi e proponendo misure correttive.

Fonte: Radio Rai 1

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