Il modello commerciale degli ebook indebolisce la libertà e la privacy

È umiliante assistere, quotidianamente, a come il confronto tra i libri fisici e quelli elettronici si concentri su aspetti quali la comodità, lo stile o addirittura il semplice gusto personale (un recente articolo parla di come i Kindle oggi sembrino ingombranti e poco alla moda rispetto agli esordi).

Il dibattito ignora completamente quelle che sono le differenze sostanziali che influenzano la libertà stessa dei lettori.

Faccio degli esempi: quando si compra un libro cartaceo, la copia stampata nelle nostre mani diventa nostra. Le versioni degli ebook distribuite dalle varie piattaforme sono, invece, “concesse in licenza”, non vengono vendute. Noi le paghiamo, ma non ne siamo proprietari: e la licenza prevede addirittura che si accetti di non distribuire o prestare “la tua” copia a chiunque altro.

Inoltre, i siti di vendita di ebook (o, piuttosto, di non vendita) in genere registrano i dati di chi usa la piattaforma per ottenere i libri. Questa è una incredibile violazione della privacy dei lettori. La privacy della lettura è particolarmente importante nel Regno Unito, dove la censura è talmente forte che si può addirittura finire in galera per avere libri “sbagliati”. Preferisco non dire a nessuno Stato, o società, quali libri ho, per cui acquisto libri esclusivamente attraverso canali anonimi, pagando contanti in un negozio. Attualmente, questi devono essere stampati libri, anche se vorrei che le librerie vendessero (veramente vendessero) ebooks allo stesso modo.

Richard Stallman
Presidente, Free Software Foundation, Cambridge, Massachusetts, USA

 

Leggi l’articolo originale Ebooks undermine your freedom and privacy

 

Fonte: The Guardian | di Richard Stallman

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