Minori online, solo i genitori possono dare il consenso alle foto dei figli sui social network

In base a una recente sentenza del tribunale di Rieti,  soggetti,  diversi dal padre e dalla madre di un minore, non possono avere il  diritto di pubblicare le foto di quest’ultimo sui social network.

La tua ex moglie, da cui sei separato ormai da diversi mesi, ha iniziato una relazione con un nuovo compagno. L’uomo, nel tentativo di farsi accettare da vostro figlio che ora vive con la madre, ha instaurato con lui un rapporto amichevole e complice. E, per dimostrarlo a tutti (probabilmente anche a te), pubblica su internet le fotografie scattate con lui nei momenti di gioco. Ora Facebook e Instagram sono pieni degli scatti del bambino, benché minorenne. Hai già manifestato la tua ferma opposizione a tale comportamento, inviando più di un messaggio alla tua ex moglie, la quale però non ti ha dato retta. Sei stato così costretto a ricorrere a un legale, affinché spedisse una raccomandata. Neanche questo ha sortito effetto: le immagini sono ancora sui social network. Cosa puoi fare? È legittimo che terzi soggetti, diversi dal padre e dalla madre del bambino, possano arrogarsi il diritto a pubblicare le foto di quest’ultimo? Assolutamente no, ribatte il tribunale di Rieti in una recente sentenza. Secondo i giudici laziali, infatti, solo i genitori possono dare il consenso alle foto dei figli minori online.

La pronuncia è di estremo ed attuale interesse. Non sono stati pochi i tribunali che, negli scorsi anni, si sono occupati già dell’argomento. La pronuncia in commento, tuttavia, è la prima che tocca il rapporto tra i figli di coppie divorziate e il nuovo partner del genitore. Altre sentenze si erano già occupate dei possibili abusi commessi dagli stessi genitori; ad esempio, più volte si è verificato che un padre abbia citato l’ex moglie o convivente dinanzi al tribunale affinché il giudice le vietasse la diffusione online delle immagini dei figli.

Il problema della diffusione delle immagini dei minorenni non ha risparmiato neanche gli asili, spesso ritenuti colpevoli di aver postato su Facebook gli scatti fatti ai piccoli durante le attività didattiche quotidiane. Ed ancora ci sono le famose gite scolastiche dove è normale fare foto di gruppo e poi pubblicarle sui rispettivi account social; ma anche queste devono essere previamente autorizzate dai genitori. Il rischio è quello di commettere un reato, con conseguente obbligo di risarcimento del danno.

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