Matteo Colombo (Asso Dpo): “Il ‘quasi’ obbligo di Regione Lombardia a far usare l’app al datore di lavoro e al personale”

Intervista a Matteo Colombo, Ad Labor Project e presidente di ASSO DPO, che commenta la nuova ordinanza di Regione Lombardia.

Più che salvare le vite, complica di molto quella dei datori di lavoro in Lombardia l’ordinanza della Regione del 13 maggio 2020 che introduce nuove misure, per soli 14 giorni (dal 18 al 31 maggio) per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Tra queste anche “è fortemente raccomandato l’utilizzo della app ‘AllertaLom’ da parte del datore di lavoro e di tutto il personale, compilando quotidianamente il questionario “CercaCovid”.

 

Di questo ‘quasi’ obbligo dell’app AllertaLom della Protezione civile della Regione Lombardia, utile, si legge sul sito, a “ricevere informazioni sul Coronavirus e partecipare al progetto CERCACOVID per la mappatura della diffusione del virus” e delle altre prescrizioni dell’ordinanza abbiamo chiesto un commento a Matteo Colombo, presidente di ASSO DPO.

Key4bizCome commenta l’ordinanza?

Matteo Colombo. Incide sul trattamento dei dati dei lavoratori e tra le novità è introdotto in modo obbligatorio il controllo della temperatura corporea da parte del datore di lavoro o suo delegato al personale prima dell’accesso al luogo di lavoro. Dal punto di vista privacy, la prescrizione è eseguibile con la stesura dell’informativa ai lavoratori, con la lettera d’incarico a chi dovrà misurare la temperatura corporea, la gestione del registro del trattamento e poi va posta molta attenzione sulla gestione dei dati sanitari.

Key4biz. Ossia?

  1. Matteo Colombo. Il datore di lavoro non può registrare ed archiviare il dato della temperatura corporea associandola al lavoratore, ma devo solo controllare che la temperatura non sia superiore ai 37,5°C, altrimenti non sarà consentito l’accesso o la permanenza ai luoghi di lavoro. La misurazione deve essere altresì attuata anche qualora durante l’attività il lavoratore dovesse manifestare i sintomi di infezione respiratoria da COVID – 19 (es. tosse, raffreddore, congiuntivite). Le persone in tale condizione saranno momentaneamente isolate, in una sorta di ‘triage’ aziendale. Il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare tempestivamente tale circostanza, tramite il medico competente e/o l’ufficio del personale all’ATS territorialmente competente la quale fornirà le opportune indicazioni cui la persona interessata deve attenersi. Invece, prima della nuova ordinanza il datore di lavoro doveva invitare il lavoratore a tornare a casa.

Key4bizCome scegliere dispositivi per il controllo della temperatura affidabili?

Matteo Colombo. Molti degli strumenti sul mercato per la misurazione della temperatura corporea non sono affidabili e i termoscanner con il controllo manuale hanno uno errore di rilevazione dichiarato anche a 0,5°C fino a 0,8°C.

Key4biz. Qual è il punto dell’ordinanza più invasivo sulla privacy dei lavoratori lombardi?

Matteo Colombo. È la “forte raccomandazione all’utilizzo della app ‘AllertaLom’ da parte del datore di lavoro e di tutto il personale, compilando quotidianamente il questionario “CercaCovid”. Dal mio punto di vista è un ‘quasi’ obbligo all’installazione ed uso dell’applicazione vietato sia dal Garante privacy sia dalle raccomandazioni della Commissione Ue e da EDPB ed EDPS. Antonello Soro nell’audizione in Parlamento dell’8 aprile ha dichiarato: “…preferire il ricorso a sistemi fondati sulla volontaria adesione dei singoli che consentano il tracciamento della propria posizione. Tuttavia, per garantire la reale libertà (e quindi la validità) del consenso al trattamento dei dati, esso non dovrebbe risultare in alcun modo condizionato”.

L’app in questione non traccia la posizione ma tratta dati che possono essere considerati personali; infatti chiedere in sede di registrazione luogo di residenza, età, sesso ci può far ricadere nel caso di dato personale di soggetto identificabile. Infatti se in un piccolo paesino si registra un maschio novantenne questo sarà sicuramente un soggetto identificabile.

Key4biz. L’ordinanza prevede anche la compilazione quotidiana del questionario “CercaCovid” con l’app?

Matteo Colombo. Sì, i lavoratori devono (dovrebbero) inserire ogni giorno lo stato di salute. E se il dipendente non dovesse aggiornare ogni giorno il diario clinico con l’app il datore di lavoro cosa rischia, ha responsabilità secondo il D.LGS. 231/01 che disciplina anche responsabilità oggettive per la normativa nell’ambito della sicurezza sul lavoro? Come fa ad obbligare il lavoratore a compilare quotidianamente il questionario? Quali device devono essere utilizzati per l’app, quelli aziendali?

Key4bizCome giudica l’informativa privacy dell’app AllertaLom?

Matteo Colombo. Il titolare del trattamento è Regione Lombardia, ma l’informativa è poco granulare e non fa intendere con linguaggio semplice e chiaro come i dati degli utenti siano anonimi. Avrebbero anche potuto condividere una parte della DPIA oppure come previsto dal Par.9 art.35 la consultazione degli interessati coinvolti.

In sostanza, dal mio punto di vista le prescrizioni dell’ordinanza rientrano in quelle che il Garante privacy ha invitato ad evitare, ossia alle iniziative “fai da te” nella raccolta dei dati. “Soggetti pubblici e privati devono attenersi alle indicazioni del Ministero della salute e delle istituzioni competenti”, avverte l’Autorità garante per la protezione dei dati personali.

Il mancato rispetto dell’ordinanza

Il mancato rispetto delle misure, si legge nell’ordinanza, è sanzionato secondo quanto previsto dall’art. 4 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19: ossia con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro ed è prevista anche la chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

Fonte: Key4biz | di Luigi Garofalo

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