Arriva il Manager della Privacy

Si chiama Privacy officer o manager della privacy, la figura professionale di cui dovranno dotarsi le imprese pubbliche e private entro il 25 maggio 2018. Questo a seguito dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento UE 2016/679 sulla protezione dei dati.

Secondo la Federazione Italiana Privacy (Federprivacy) in base a una ricerca della Compuware Corporation, in Italia oltre 45mila imprese e pubbliche amministrazioni dovranno avere un responsabile della protezione dei dati; intanto il 64 per cento non si è ancora attivato e il 68 riconosce la difficoltà a individuare i dati dei clienti.

La “nuova” figura professionale del manager della privacy, tramite competenze giuridiche e informatiche, si occupa di osservare, valutare e organizzare la gestione dei dati personali (e dunque la loro protezione) all’interno di un ente o azienda, affinché siano gestiti in modo lecito e pertinente, nel rispetto delle normative vigenti.

Il nuovo Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento e del Consiglio europei, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali, nonché alla loro libera circolazione, è direttamente applicabile in tutti i Paesi dell’Unione europea, senza necessità di recepimento e sostituisce il “vecchio” Codice della Privacy (Dlgs 196/2003).

Massimo Montanile, 55 anni, dopo aver frequentato un master in Privacy Officer, è stato nominato Data Protection Officer di Elettronica spa, azienda partecipata da Finmeccanica.

«Sono stato tra i primi a laurearmi in Scienze dell’informazione a Salerno nell’83 e dopo qualche anno di lavoro come informatico presso Olivetti, ho iniziato la mia avventura nel campo della protezione dei dati – racconta -. Una volta lasciata l’Olivetti e dopo due esperienze presso il Gruppo Telecom Italia e l’AgustaWestland, sono entrato in Elettronica, dove lavoro da quasi dieci anni. Inizialmente, il mio compito era assistere l’azienda nel processo di digitalizzazione. Oggi, tutti i processi sono sostenuti da piattaforme informatiche d’avanguardia. Conclusa questa fase, il management ha intuito che il tema della protezione dei dati stava diventando sempre più importante e mi è stato chiesto di occuparmene. Ho accettato la nuova sfida, ma volevo prima accedere a un percorso di formazione specifico». (leggi tutto)

 

Fonte: Corriere.it | di Alessio Pappagallo

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