Ma chi scarica le app di contact tracing?

E’ presto per capire se le nuovi abitudini prese in lockdown riguardo al nostro rapporto con lo smartphone e il tablet permarranno. Ma un aspetto cruciale riguarda le app di contact tracing.

L’importanza della telefonia mobile, lo si è ricordato più volte, è stata percepita da tutti durante la pandemia: grazie a canoni mensili ampiamente sotto i dieci euro per dotazioni inimmaginabili due o tre anni fa – minuti e SMS illimitati, decine di gigabyte per il traffico dati – anche chi non aveva l’abitudine di utilizzare diverse app durante il giorno ora lo fa molto più spesso (e su SosTariffe.it si possono sempre trovare le promozioni più vantaggiose per l’estate 2020). I dati di crescita sono innegabili: secondo i calcoli di App Annie, le ore passate sugli smartphone sono aumentate, rispetto all’anno scorso, del 40%, con un record assoluto di duecento miliardi di ore ad aprile.

Va detto che qualsiasi tentativo di sintesi deve tenere conto di una situazione ancora in divenire: se l’Europa è quasi un’isola (almeno parzialmente) felice dopo essere stata colpita in maniera durissima nei mesi scorsi, mercati come l’India, il Brasile, gli Stati Uniti sono ancora in piena pandemia, quindi è presto per capire se le nuovi abitudini sviluppate durante il lockdown riguardo al nostro rapporto con lo smartphone e il tablet rimarranno anche nei mesi a venire. Ma un aspetto che è cruciale analizzare con cura già da ora riguarda le app di contact tracing.

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Fonte: Key4biz | di Edoardo Stigliani SosTariffe.it

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