L’intelligenza artificiale supererà quella umana?

La minaccia di macchine “superintelligenti”, che si ribellano  all’uomo non è più solo fantascienza -sostengono gli  esperti di tecnologia.  Come si può impedire che l’intelligenza artificiale smetta di collaborare con il suo creatore, superandolo addirittura in capacità cognitive?

E ‘iniziata tre miliardi e mezzo di anni fa in una pozza di fango, quando una molecola ha fatto una copia di se stessa ed è così diventata la progenitrice di tutta la vita terrena.
E ‘iniziata quattro milioni di anni fa, quando il volume del cervello degli ominidi ha iniziato a crescere.
Cinquantamila anni fa con l’ascesa di Homo sapiens sapiens.
Diecimila anni fa con l’invenzione della civiltà.
Cinquecento anni fa con l’invenzione della stampa.
Cinquant’anni fa con l’invenzione del computer.
In meno di trent’anni, finirà.

Jaan Tallinn si è imbattuto in queste parole nel 2007, in un saggio online chiamato “Staring into the Singularity”. Ciò di cui si parla nel saggio è la civiltà umana, che secondo l’autore del saggio, sta progressivamente cessando di esistere con l’emergere della superintelligence, o intelligenza artificiale,  che già supera l’intelligenza umana in una vasta gamma di aree.
Tallinn, un programmatore di computer nato in Estonia, ha una formazione in fisica e una propensione ad affrontare la vita come se fosse un grande problema di programmazione. Nel 2003, aveva co-fondato Skype, sviluppando il backend per l’applicazione. Aveva incassato le sue azioni dopo l’acquisto da parte di eBay, due anni dopo, ed era alla ricerca di una nuova impresa alla quale dedicarsi. Staring into the Singularity è un saggio che mescola insieme codici informatici, fisica quantistica e citazioni di Calvin e Hobbes, e Tallin ne è rimasto affascinato.
Ha ben presto scoperto che  l’autore, Eliezer Yudkowsky, un teorico autodidatta, aveva scritto più di 1.000 saggi e post , molti dei quali dedicati all’intelligenza artificiale. Ha così creato un programma per prelevare gli scritti di Yudkowsky da internet, ordinarli cronologicamente e formattarli per il suo iPhone. Poi ha passato circa un anno a leggerli.

Il termine intelligenza artificiale, o la simulazione dell’ intelligenza in computer e macchine, è stato coniato nel 1956, solo un decennio dopo la creazione dei primi computer elettronici digitali. Le aspettative per questo campo di ricerche erano inizialmente alte, ma negli anni ’70, quando le prime previsioni non hanno portato ai risultati sperati, si è creato una sorta di “inverno dell’intelligenza artificiale”. Quando Tallinn ha trovato i saggi di Yudkowsky, l’IA stava attraversando una fase di rinascita. Gli scienziati stavano sviluppando intelligenze artificiali che potessero eccellere in aree specifiche, come vincere a scacchi, pulire il pavimento della cucina e riconoscere il linguaggio umano. Queste IA “in senso stretto”, come vengono chiamate, hanno capacità sovrumane, ma solo nelle loro specifiche aree di dominio. Un’IA progettata per giocare a scacchi non è in grado di pulire il pavimento o portare qualcuno da un punto A a un punto B. L’IA superintelligente, secondo Tallinn, è giunta al punto di poter combinare, in un futuro non troppo lontano, un’ampia gamma di abilità in un’unica entità. Addirittura  potrebbe arrivare a usare i dati generati dagli esseri umani attraverso i loro smartphone per eccellere nella manipolazione sociale.

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Fonte: Guardian.com | di Mara Hvistendahl

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