Le PMI a rischio per la violazione dei dati

Negli ultimi mesi, il 42% delle PMI ha subito almeno un incidente che ha inciso sulla sicurezza dei dati; oltre un quarto delle aziende (27%), invece, ha riscontrato da due a cinque violazioni.

 

Per chi ha una piccola e media impresa il rischio più grande al giorno d’oggi può arrivare dall’esterno. Sono gli attacchi hacker, che possono limitare e alle volte mettere in crisi la produttività di un’azienda. Eppure non tutti sono consapevoli dei rischi.

La cybersecurity, sembra un argomento distante dalle aziende nostrane, specialmente le PMI investono molto poco sulla sicurezza informatica e sulla protezione dei dati.

Proprio la sicurezza dei dati è al centro del report diffuso oggi da Kaspersky Lab, dal titolo “From data boom to data doom: the risks and rewards of protecting personal data” dove quasi la metà (42%) delle PMI coinvolte dallo studio ha subito almeno una violazione di dati, anche se la maggioranza (72%) era sicura di essere protetta in modo affidabile da questo tipo di incidenti.

Le aziende sono davvero preparate?

Oltre all’accesso ai servizi, un’altra parte importante del processo di vendita e pianificazione per le piccole e media imprese è rappresentata dai dati, compresi quelli relativi alle analisi e alle informazioni sui clienti. Secondo lo studio, la maggior parte delle aziende (94%) archivia report finanziari e dati personali dei clienti – come numeri di conto corrente (80%) e dati di carte di credito (78%) – sui dispositivi dei dipendenti, nei server interni o su cloud pubblici.

In ogni caso, questa abbondanza di dati comporta anche un aumento del rischio di compromissione. Sembra che le aziende siano preparate a questa eventualità – il 72%delle piccole e medie imprese coinvolte dallo studio è convinto del fatto di essere equipaggiato bene o nel miglior modo possibile in fatto di protezione dei dati – ma questa sensazione di sicurezza sembra essere non realistica.

Negli ultimi mesi, il 42% delle PMI sentite ha subito almeno un incidente che ha inciso sulla sicurezza dei dati; oltre un quarto delle aziende (27%), invece, ha riscontrato da due a cinque violazioni. In oltre il 40% dei casi segnalati, sono stati proprio i dati personali dei clienti, memorizzati all’interno dei sistemi dell’organizzazione, a subire il danno maggiore in seguito a questo tipo di incidenti.

Sicurezza dei dati: 6 consigli per le PMI

  • È fondamentale che ci sia un responsabile dell’infrastruttura IT e della sicurezza dei dati. Può trattarsi di un dipendente del reparto IT o di un partner esterno.
  • L’infezione da malware è l’incidente di sicurezza IT più frequente (per il 51% delle aziende sentite); è importante quindi mitigarne i rischi educando i propri dipendenti. Bisogna spiegare che non si devono aprire email da mittenti sconosciuti, scaricare programmi da fonti non autorizzate o utilizzare supporti USB non controllati quando si lavora con dati sensibili.
  • La perdita dei dispositivi o di supporti per lo storage (45%) è il secondo tipo di incidente più comune, quindi è essenziale utilizzare la crittografia per garantire che i dati critici non vadano persi quando un dispositivo scompare o si perde.
  • Bisogna sempre controllare e installare regolarmente gli aggiornamenti e le patch del software su tutti i dispositivi.
  • Se i dipendenti utilizzano storage e strumenti basati su cloud, inclusi i database, è importante assicurarsi che si tratti di servizi affidabili. È meglio limitare l’uso a pochi vendor autorizzati.
  • Bisogna tenere bene a mente che la responsabilità per la sicurezza dei dati aziendali è sempre a carico dell’organizzazione, anche se questi stessi dati sono archiviati in un cloud pubblico o tramite un’applicazione basata su cloud. I vendor possono garantire la sicurezza dell’intero ambiente cloud, ma potrebbero non essere in grado di garantire la sicurezza dei dati stessi.
Fonte: Key4biz | di Piero Boccellato

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