L’amministratore è obbligato a comunicare i nominativi dei condòmini morosi ai fornitori dei servizi e/o agli altri condomini?

Quesito 

Salve, l’amministratore è obbligato a comunicare i nominativi dei condòmini morosi ai fornitori dei servizi e/o agli altri condomini?

Filippo, Monza

Risposta 

Gentile, l’amministratore, dovendo adempiere un obbligo previsto dalla legge (cfr. artt. 1130 ss. c.c.), è esonerato dalla necessità del consenso da parte dei singoli condomini al trattamento dei dati. Nello specifico, per quanto concerne la comunicazione dei nominativi dei morosi occorre distinguere due ipotesi: l’informazione data agli altri condòmini e l’informazione data ai fornitori quali terzi estranei al condominio. In primo luogo, è necessario chiarire che tutti i condomini hanno diritto di sapere se, all’interno della compagine condominiale, vi sono o meno dei morosi e chi sono. Ciò significa che, in ogni momento, anche durante l’assemblea, l’amministratore è tenuto a comunicare chi sono i morosi, se ciò gli viene richiesto, senza che, tale esternazione, debba essere considerata una violazione della privacy. Nei documenti condominiali come per esempio nel bilancio, l’amministratore può evidenziare il nominativo dei condòmini che non sono in regola con i pagamenti, anche specificando la cifra di cui sono debitori; non può, invece, affiggere documenti che evidenzino tali dati, in locali aperti al pubblico (es. bacheca nell’androne condominiale), perché in tal modo tali dati sarebbero visibili anche per i terzi non condòmini. In pratica, tutti i condòmini possono conoscere i nominativi dei morosi, ma tali dati non possono essere diffusi ai terzi.

Per quanto riguarda i creditori, la riforma ha stabilito che l’amministratore deve fornire al creditore del condominio che lo richieda i dati dei condomini morosi (cfr. art. 63, disp. att., c.c., come novellato: «l’amministratore … è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi.»). Questa scelta del legislatore sembra dare maggior rilievo all’interesse collettivo di tutti i condòmini (a tentare di non essere soggetti, in proprio o come partecipanti al condominio, ad azioni giudiziarie tese al recupero di somme che devono però essere versate dai morosi) rispetto all’interesse particolare del singolo condomino moroso. A ciò si aggiunga che comunque il creditore è un terzo qualificato e viene in possesso di tali dati solo per l’utilizzo specifico del recupero di quanto gli deve essere corrisposto.

L’argomento alla base della Sua domanda è stato ampiamente dibattuto e peraltro innovato, nel 2006, quando il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto in materia condominiale con il provvedimento «Amministrazione dei condomìni» (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2006) in cui ha precisato i compiti dell’amministratore in relazione al trattamento delle informazioni riguardanti la gestione e l’amministrazione delle parti comuni. Tali informazioni possono riguardare sia tutto il condominio (es. dati relativi ai consumi) sia i singoli partecipanti (dati anagrafici, catastali, quote millesimali, ecc.). In particolare, i dati sono trattabili solo se indispensabili ai fini dell’amministrazione del condominio. Il provvedimento del Garante ha stabilito, quindi, quali dati possono essere trattati senza il consenso dell’interessato e quali, invece, necessitano del suo specifico consenso per poter essere trattati dall’amministratore del condominio.

In conclusione, l’amministrazione, assolvendo le sue funzioni nel rispetto degli obblighi di legge, può comunicare i nominativi morosi agli altri condomini e ai creditori, purché i dati non siano diffusi a terzi non qualificati, ad esempio con affissioni in luoghi pubblici anche se interni lo stabile.

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