La tua auto registra molto più di quanto tu non sappia

Le informazioni prese dai veicoli sono usate per risolvere dei crimini, ma sono a rischio anche per gli scopi più svariati e nefasti.

Quando pensiamo alla nostra privacy e a chi può accedervi, di norma pensiamo al nostro smartphone come strumento di controllo sulla nostra posizione. Pensiamo allo smartphone e trascuriamo invece la nostra auto. Ma un recente articolo di NBC News ha rivelato quanto in profondità vada la raccolta di dati su di noi che avviene all’interno dell’auto e di come possa essere usata tanto dalla polizia (a scopo di indagine) quanto dai criminali.

La tua auto sa molto di te

La tua macchina, aggiunge un articolo di The Verge, in base a quanto è nuova e a quali funzioni ha, potrebbe raccogliere ogni genere di dati senza che tu lo sappia, compresi i dati su localizzazione, quando sono state aperte le portiere, e addirittura potrebbe aver registrato la tua voce.

Business dell’estrazione dati

L’articolo della NBC fa l’esempio di un uomo che è stato accusato di omicidio perché nel camion della vittima c’è una registrazione della sua voce nel momento dell’assassinio. Lo stesso articolo analizza l’attività di una società, che ha creato un business dall’estrazione di dati per conto della polizia.

Moltissimi dati raccolti

In parole povere, è difficile garantire la protezione dati a bordo semplicemente perché in auto vengono raccolti moltissimi dati sensibili. Alcuni software di bordo consentono di leggere l’ID unica del Bluetooth e dei dispositivi WiFi che si sono connessi al sistema di infotainment dell’auto, così come i log delle chiamate, i contatti e i messaggi di testo.

GPS

Ma i dati dell’infotainment non sono i soli che può leggere, visto che può anche vedere i log del computer interno dell’auto, facendo sapere quando determinate porte sono state aperte, così come rendere noto il log di localizzazione del GPS interno. E non è soltanto la polizia ad essere in grado di trarre queste informazioni.

Stalking da remoto

La NBC racconta il caso di un uomo che tramite una app è stato in grado di accedere ai dati di bordo della Land Rover della sua ex fidanzata. Non soltanto i dati relativi all’auto, ma anche la possibilità di controllarla, almeno parzialmente, metterla in moto e aprire i finestrini o il bagagliaio da remoto.

La gente normalmente non pensa affatto alla quantità di dati personali che sono depositati nella memoria della macchina. Ma chi vende auto usate lo sa bene, visto che potrebbe lasciare disponibile numero di cellulare, indirizzo e altre informazioni strettamente personali dei vecchi proprietari abbandonate nel sistema.

Troppi dati condivisi

Il cuore della vicenda è che condividiamo con un numero sempre crescente di dispositivi e macchine le nostre informazioni personali più preziose ed intime mentre il sistema per tenerle al sicuro diventa sempre più complicato.

Per evitare di metterli completamente in piazza, bisognerebbe cominciare a pensare prima a quali dei nostri dati sia davvero necessario condividere quanto meno con la nostra macchina.

Fonte: Key4biz | di Paolo Anastasio

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