L’85% delle email contengono codici tracciatori

Quante volte al giorno controlliamo la nostra email? Tante come sappiamo. Quello che spesso non si sa, invece, è che ogni volta che lo facciamo è probabile un web tracker sia in azione per ficcare il naso nelle nostre attività. La pervasività dei traccianti risulta, infatti, molto più sviluppata di quanto si possa pensare secondo l’ultimo report “Non ho mai firmato per questo! Le implicazioni per la privacy dell’email tracking “(pdf); la ricerca è stato stilata dai ricercatori dell’Università di Princeton Steven Englehardt, Jeffrey Han e Arvind Narayanan per il PETS 2018 (Processo sulle tecnologie di miglioramento della privacy).

I ricercatori hanno definito “pervasivo” il tracking di email dopo aver scoperto che l’85% delle mail conteneva contenuti di terze parti incorporati.

Come ha spiegato Englehardt, aprendo semplicemente un messaggio di posta elettronica automaticamente “si consente a tali terze parti di monitorare la tuo traffico web e di collegare le tue attività online al tuo indirizzo email piuttosto che a un cookie pseudonimo”.

I tracker “possono collegare indirizzi e-mail specifici alle storie e ai profili di navigazione, cosa che genera ulteriori gravi violazioni della privacy come il tracciamento cross-device e il collegamento delle attività online e offline”.

Leggi l’articolo originale New research details the privacy implications of email tracking

Fonte: CSO | di Ms. Smith

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