Il sistema iraniano di controllo e tracciamento dei manifestanti

Secondo una fonte di “The Intercept” Il governo iraniano sarebbe in grado di controllare e tracciare l’attività online dei cittadini e di rallentare o interrompere le comunicazioni telefoniche dei singoli utenti.

Al diffondersi delle furiose proteste in Iran, le autorità hanno risposto con la forza bruta e la repressione digitale. Gli utenti iraniani di telefonia mobile e di internet hanno riferito di blackout di rete, restrizioni alle app mobili e altre interruzioni. Molti hanno espresso il timore che il governo possa tracciare le loro attività attraverso gli indispensabili e onnipresenti smartphone.

La stretta adottata dall’Iran sulla connessione del paese a Internet si è dimostrata uno strumento efficace per reprimere i disordini. La mancanza di chiarezza in merito alle risorse tecnologiche del governo iraniano – uno dei più opachi e isolati al mondo – ha generato, a suo modo, un certo terrore nei potenziali dissidenti. I manifestanti si sono spesso chiesti come il governo fosse in grado di rintracciare la loro posizione o di accedere alle loro comunicazioni private – tattiche spaventosamente pervasive i cui meccanismi sono praticamente sconosciuti.

Sebbene la disconnessione di ampie fasce della popolazione dal web rimanga uno dei principali strumenti di censura dello Stato iraniano, il governo dispone anche di strumenti molto più precisi e sofisticati. Parte della stretta iraniana sui dati può essere attribuita all’uso di un sistema chiamato “SIAM”, un programma web per la manipolazione a distanza delle connessioni cellulari messo a disposizione…

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Fonte: The Intercept | di Sam Biddle, Murtaza Hussain

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