Il Garante Privacy UE apre inchiesta sui contratti UE-Microsoft

Il Garante UE vuole verificare che le condizioni sottoscritte tra le parti rispettino le regole sulla protezione dei dati, cambiate da dicembre con l’entrata in vigore del regolamento.

Dati personali e nuove regole, il garante europeo per la privacy avvia l’inchiesta sui contratti in vigore tra Microsoft e le istituzioni comunitarie. Obiettivo: verificare che tutto sia rispondente alle nuove regole, entrate in vigore a dicembre, e che l’Unione non sia vittima di furti massicci di informazioni da parte dell’operatore statunitense, come riscontrato in uno Stato membro.

L’Authority di controllo europea ritiene che il regime di prestazione di servizi informatici a Commissione, Consiglio e Parlamento UE possa essere ‘obsoleto’, vale a dire frutto di un accordo tra le parti che potrebbe necessitare aggiornamenti alla luce dei sopraggiunti cambiamenti di legislazione comunitaria. Ma c’è dell’altro. La stessa Autorità garante teme che ci possano essere falle nei sistemi teoricamente a prova di ‘spioni’.

Nuove norme e vecchi contratti
Il Garante europeo per la privacy conferma che se “sta conducendo un’indagine sulla conformità degli accordi contrattuali” conclusi tra le istituzioni dell’UE e Microsoft. Un atto dovuto, spiega Wojciech Wiewiórowski, vice del Garante Giovanni Buttarelli. Le nuove norme sulla protezione dei dati per le istituzioni e gli organi dell’Ue sono entrate in vigore l’11 dicembre 2018. Il regolamento in questione “ha introdotto modifiche significative alle norme che disciplinano l’esternalizzazione” dei servizi. Vuol dire che “gli appaltatori ora hanno responsabilità dirette quando si tratta di garantire la conformità”. Tuttavia, ricorda Wiewiórowski, “quando si affidano a terzi per fornire servizi, le istituzioni dell’UE restano responsabili per qualsiasi trattamento di dati effettuato per loro conto”.

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Fonte: eunews.it | di Emanuele Bonini

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