Il Garante Privacy punta sui social per parlare ai giovani

Cresce il peso del Garante Privacy sui social media, visti dall’Autorità come un mezzo importante per diffondere la cultura della Data Protection a un target di pubblico più ampio e diversificato.

Cresce il peso del Garante Privacy sui social media, visti dall’Autorità come uno strumento strategico per veicolare la cultura della Data Protection su un target di pubblico più ampio e diversificato. Un mezzo più immediato e rapido per raggiungere in modo diretto cittadini, imprese ma anche pubbliche amministrazioni sempre più orientate ad un nuovo modello di comunicazione social. L’obiettivo del Garante è diffondere il più possibile un messaggio fruibile e segmentato dei temi più caldi della protezione dati.   

Da Youtube a Instagram, obiettivo giovani

Già attiva da tempo su YoutubeGoogle+ e Linkedin (dove il profilo istituzionale del Garante https://www.linkedin.com/company/autorit-garante-per-la-protezione-dei-dati-personali conta ormai quasi 17 mila 500 followers, tra cui i principali stakeholder operanti nel settore giuridico e informatico), da dicembre scorso l’Autorità ha aperto anche un profilo istituzionale su Instagram, il social network dedicato al microblogging fra i più diffusi nel nostro paese nel target giovane degli under 35.  Il profilo social del Garante – dove si possono trovare foto, immagini e brevi filmati – è consultabile utilizzando l’apposita app per smartphone seguendo l’account “garanteprivacy”, oppure all’indirizzo https://www.instagram.com/garanteprivacy.

L’obiettivo è trovare canali di comunicazioni adatti per parlare di Data Protection con un target giovane, che normalmente sembra meno sensibile ai rischi di un utilizzo inconsapevole o distorto dei dati personali, anche in virtù della frequentazione nativa con il digitale di cui troppo spesso i ragazzi non percepiscono i pericoli.

L’idea è quella di utilizzare spazi di interazione che consentono di comunicare in modo più rapido e più vicino alle abitudini d’uso dell’utenza, tenendo a mente che l’Italia è il paese degli smartphone.

E’ anche per questo che l’Autorità sta sperimentando nuovi linguaggi in linea con la comunicazione della Rete, fatta in prevalenza di immagini e video, per costruire una rappresentazione anche visiva della tematica della protezione dei dati, così da provare a tradurre in termini più immediati e concreti alcuni concetti spesso percepiti come astratti e lontani dal pubblico dei non addetti ai lavori e soprattutto dai più giovani.

Campagne su Instagram

Ad esempio, Instagram è utilizzato dall’Autorità soprattutto per campagne virali mirate, come quelle sui rischi connessi agli Smart Toys o sull’uso corretto dei droni, per rilanciare periodicamente alcune iniziative di sensibilizzazione su temi particolarmente caldi (come phishingransomwarefoto online, cyberbullismo) o  per promuovere in maniera capillare la conoscenza delle tematiche legate alla privacy, ricordare scadenze e adempimenti o segnalare novità fondamentali come, per esempio, l’entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo (Gdpr) in materia di protezione dei dati personali.

Privacy in vacanza

Il Garante sui social piace, in pochi giorni dalla sua creazione la sua pagina Instagram ha più di 900 followers e un buon apprezzamento in termini di like.

In questi giorni, il profilo Instagram dell’Autorità ospita la campagna di comunicazione “E-state in privacy” (disponibile anche su www.garanteprivacy.it/estate), ricca di consigli utili per tutelare i propri dati personali anche nel periodo delle vacanze, quando tra divertimento e relax le difese e l’attenzione di chi usa le nuove tecnologie si abbassano, mentre i rischi per la privacy sono in agguato e i malintenzionati della rete non vanno mai in ferie.

Con questa strategia il Garante si pone in linea con il nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali che tra i compiti principali attribuiti alle Autorità di garanzia prevede la promozione della consapevolezza e della la comprensione del pubblico su rischi, regole e garanzie connesse al trattamento dei loro dati personali.

Fonte: Key4biz | di Paolo Anastasio

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