IA, il Garante privacy Ue: “Vietare il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici”

Il Garante contro le 32 eccezioni, vuole la moratoria: “Presenta rischi estremamente elevati di intrusione profonda e non democratica nella vita privata degli individui”.

Nessuna eccezione, ma moratoria. Il Garante privacy europeo ha bocciato le 32 eccezioni che consentono l’utilizzo dei sistemi di identificazione biometrica remota e il riconoscimento facciale, contenute nella proposta di Regolamento sull’intelligenza artificiale presentata la scorsa settimana dalla Commissione europea.

Non accolta richiesta di moratoria su riconoscimento facciale”

“Il Garante europeo per la protezione dei dati si rammarica nel vedere che le nostre precedenti richieste di una moratoria sull’uso dei sistemi di identificazione biometrica remota – compreso il riconoscimento facciale – negli spazi accessibili al pubblico non siano state prese in considerazione dalla Commissione”, scrive il Garante, che indica anche i gravi rischi dell’uso dell’intelligenza artificiale per quest’applicazione, anche se con eccezioni rigorosamente definite e regolamentate.

“Necessario un approccio più rigoroso su riconoscimento facciale”

“È necessario un approccio più rigoroso”, avverte il Garante europeo, “dato che l’identificazione biometrica remota, in cui l’intelligenza artificiale può contribuire a sviluppi senza precedenti, presenta rischi estremamente elevati di intrusione profonda e non democratica nella vita privata degli individui”.

Riconoscimento biometrico, ecco i dati in gioco e a rischio

Per questo motivo, il “supervisore” europeo della privacy annuncia di “continuare a sostenere un approccio più rigoroso al riconoscimento automatizzato negli spazi pubblici delle caratteristiche umane, come i volti, ma anche l’andatura, le impronte digitali, il DNA, la voce, le sequenze di tasti e altri segnali biometrici o comportamentali, indipendentemente dal fatto che siano utilizzati in un contesto amministrativo, o per scopi di applicazione della legge”. 

Analisi meticolosa e completa sulle eccezioni

Per perseguire concretamente l’obiettivo, il Garante europeo intraprenderà un’analisi meticolosa e completa della proposta della Commissione, concentrandosi in particolare “sulla definizione di limiti precisi per quegli strumenti e sistemi che possono presentare rischi per i diritti fondamentali alla protezione dei dati e alla vita privata”.

Nella proposta di Regolamento son vietati i sistemi di identificazione biometrica remota, con 32 eccezioni

Nella proposta di Regolamento, tutti i sistemi di identificazione biometrica remota sono considerati ad alto rischio e soggetti a requisiti rigorosi. “Il loro utilizzo in tempo reale ai fini di attività contrasto in spazi accessibili al pubblico è in linea di principio vietato”.

Vestager: “32 casi in cui possibile l’identificazione biometrica remota e riconoscimento facciale”

Ma sono previste delle eccezioni. “La lista è composta da 32 eccezioni”, ha detto la vice presidente esecutiva della Commissione europea, Margrethe Vestager, durante la conferenza stampa di presentazione del Regolamento.

Nell’Ue non c’è spazio per la sorveglianza di massa”

“I 32 casi riguardano reati con pena superiore a 3 anni, per cui è previsto l’ordine di arresto europeo”, ha spiegato Vestager, aggiungendo anche con il Regolamento sull’IA “nell’Ue non c’è spazio per la sorveglianza di massa”.

Le eccezioni per il riconoscimento facciale

Dunque le eccezioni per il riconoscimento facciale sono rigorosamente definite e regolamentate, ad esempio:

  • dove strettamente necessario per cercare un minore scomparso,
  • prevenire una minaccia terroristica specifica e imminente o individuare,
  • localizzare, identificare o perseguire autori o sospettati di un reato grave.

“L’uso”, prevede il Regolamento, “è soggetto all’autorizzazione di un organo giudiziario o di un altro organo indipendente e a limiti per quanto riguarda il tempo, la portata geografica e le banche dati ricercate”.

No eccezioni, sì alla moratoria

Ma per il Garante privacy europeo non sono tollerate neanche le poche e rigorose eccezioni, perché rappresenterebbero dei rischi per i diritti fondamentali alla protezione dei dati e alla vita privata.

Sarà accolta la richiesta di moratoria del Garante privacy europeo?

Vedremo nei prossimi mese se il Parlamento europeo, nell’adottare la proposta giuridica sull’intelligenza artificiale, prenderà in considerazione l’allarme lanciato dal Garante ed andrà a modificare il testo del Regolamento, che sarà poi direttamente applicabili in tutta l’UE.

Fonte: Key4biz | di Luigi Garofalo

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