I profitti di Facebook rischiano di crollare dopo le fake news e gli scandali sulla privacy

Secondo le previsioni di diversi analisti, l’azienda subirà il primo calo trimestrale dei guadagni dal 2015, su un aumento del fatturato di 3 miliardi di dollari. 

Per questa settimana si prevede un raro calo dei profitti di Facebook, a seguito di  una serie di violazioni della privacy e di scandali riguardanti le  “fake news”.
Con il suo fondatore e amministratore delegato Mark Zuckerberg sotto pressione per ripulire il social network, gli analisti prevedono infatti che l’utile netto dell’azienda scenderà a 4,7 miliardi di dollari (3,6 miliardi di sterline) nel primo trimestre, rispetto ai 5 miliardi di dollari guadagnati un anno fa.
Si tratterebbe del primo calo dei profitti trimestrali dalla metà del 2015.
Gli analisti prevedono inoltre che i profitti annuali di Facebook per il 2019 saranno appena al di sotto ai 28,7 miliardi di dollari dell’anno scorso (22,1 miliardi di sterline), in quanto l’azienda sta impiegando il proprio capitale  per contrastare le fake news e i contenuti illegali  e per affrontare le violazioni dei dati e le preoccupazioni sulla privacy.

Tuttavia, Facebook continua ad attirare sempre più utenti e pubblicità, lasciando in questo modo prevedere che  il suo fatturato  nei primi tre mesi dell’anno salirà a 15 miliardi di dollari, rispetto 12 miliardi di dollari dell’anno passato.

La serie di scandali che coinvolgono la società fondata da Zuckerberg includono il suo ruolo  nella presunta influenza della Russia sulle elezioni presidenziali americane del 2016, e le rivelazioni del Guardian sul caso Cambridge Analytica, una società di consulenza politica assunta dalla campagna presidenziale 2016 di Donald Trump, che ha ottenuto, senza consenso, dati personali da milioni di profili.
Nell’ultimo mese, inoltre, gli amministratori di Facebook  sono stati accusati di essere “bugiardi patologici moralmente falliti” dal commissario neozelandese per la privacy. Le accuse sono state mosse dopo che il social network aveva ospitato un livestream degli attacchi di Christchurch . In un’intervista successiva all’attentato, Zuckerberg si era rifiutato di impegnarsi in qualsiasi modifica della tecnologia live della piattaforma, compreso un ritardo sui livestreams.
Per ultimo, Facebook, che possiede anche il social Instagram, la scorsa settimana ha ammesso che milioni di utenti Instagram sono stati colpiti da una perdita di sicurezza rispetto a quanto alle iniziali promesse di tutela della privacy. Instagram ha infatti  erroneamente memorizzato le password di centinaia di milioni di utenti senza crittografia.

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Fonte: Guardian.com | di Julia Kollewe

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