GDPR, problemi di privacy per Booking?

Alla fine di gennaio Booking ha avvertito i suoi clienti di aver aggiornato le linee guida sulla privacy in Europa.

Una mail che viene spontaneo chiudere dopo le prime righe, benché il documento (24 pagine in pdf) sia scritto in un inglese piano e colloquiale. Tuttavia, arrivando in fondo e incrociando commi e definizioni, le condizioni sul trattamento dei dati personali riservano qualche sorpresa.

Perché le informazioni possono essere usate non solo per completare e gestire le prenotazioni che un cliente effettua, per esempio spedendo nome, cognome, indirizzo mail e carta di credito all’albergo scelto, ma anchecondivise con fornitori esterni, social network e altre aziende della galassia di Booking. Senza, però, un consenso ad hoc.

La sede europea potrà “condividere informazioni tra i marchi di Booking holdings”, la multinazionale americana che controlla l’omonimo sito e altri cinque portali per prenotare voli, viaggi, ristoranti o noleggiare auto: KayakPricelineAgodaRentalcars e Opentable. Basta aver ricevuto l’informativa, se si è già iscritti, per essere soggetti alla nuova politica sui dati. “Svariate piattaforme, un solo documento sulla privacy”, rivendica il sito.

Tuttavia, secondo alcuni avvocati ed esperti del settore consultati da Wired, Booking non rispetterebbe alcune norme del regolamento europeo sui dati personali (Gdpr), benché l’azienda rivendichi il contrario.

Vai all’articolo completo qui.

Fonte: wired.it | di Luca Zorloni

© 2017-2018 Associazione Privacy Italia - C.F. 91039930192 - P. Iva 01685370197 - Informativa Privacy

Con il sostegno di:

Fondazione di Sardegna Fondazione Cariplo
Positive SSL