Gdpr e geolocalizzazione, Google sotto indagata in Irlanda per violazione privacy

La Data Protection Commission irlandese, preposta alla vigilanza di Google nell’Ue, ha avviato indagini sui sistemi di geolocalizzazione impiegati dal motore di ricerca in merito a numerose denunce.

Dopo aver ricevuto numerose notifiche di reclami e denunce per violazione della privacy da associazioni di mezza Europa, la Data Protection Commission irlandese, nel ruolo di autorità vigilante sulle attività di Google nell’Unione europea, ha annunciato l’avvio di un’indagine ufficiale sul modo in cui il motore di ricerca raccoglie i dati sui cittadini.

L’accusa

Al centro delle proteste, si legge in una nota ufficiale, c’è il servizio di geolocalizzazione, il giudizio di legalità sul modo in cui Google procede al trattamento dei dati relativi alla posizione delle persone e la trasparenza del meccanismo di raccolta dati.

L’indagine è stata autorizzata in base alla locale legge sulla privacy del 2018 e in conformità con il Regolamento europeo sulla protezione dei dati (Gdpr).

La replica di Google

Un portavoce di Google ha replicato a queste accuse, in un articolo su cnbc.com, affermando che “le persone dovrebbero essere in grado di comprendere che i dati di posizionamento e localizzazione sono utilizzati dalle aziende per fornire loro servizi migliori”.

Collaboreremo pienamente con l’ufficio della Commissione in Irlanda nella sua inchiesta e continueremo a lavorare a stretto contatto con le autorità di regolamentazione e le associazioni dei consumatori in tutta Europa”, ha precisato il portavoce.

Nell’ultimo anno abbiamo già apportato diverse modifiche al sistema per migliorare sia il livello di trasparenza, sia il controllo utente sui dati relativi alla localizzazione”.

I precedenti

Poco più di un anno fa, sette organizzazioni appartenenti al BEUC, un network europeo a cui fanno riferimento diverse associazioni di consumatori, hanno comunicato la presentazione ufficiale di una denuncia verso Google per violazione della privacy.

Anche in quel caso di trattava di problemi di violazione della privacy legati al sistema di geolocalizzazione e i meccanismi con cui Google tracciava gli utenti, tramite la cronologia delle posizioni, le attività online e quelle legate alle applicazioni scaricate ed utilizzate dagli account Google.

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