GDPR e diritto di accesso ai dati, il redivivo Max Schrems denuncia i big dello streaming

Da Apple Music e Spotify fino a YouTube e Amazon Prime. Big dello streaming nel mirino di Noyb, la nuova creatura del redivivo Max Schrems. 

Non si salva nessuno. Non Amazon, non Apple né DAZN e Spotify dalla denuncia di Non Your Business, organizzazione europea che “si batte per una rigorosa applicazione della legge sulle privacy”. Oggetto del contendere è il diritto di accesso ai dati degli utenti che le piattaforme detengono, diritto che viene garantito a ciascun utente dal Regolamento Generale per la Protezione dei Dati (noto come GDPR), in vigore da maggio 2018. Tale diritto permette agli utenti di ricevere dalle aziende un archivio con i dati in loro possesso e che li riguardano, oltre che a essere adeguatamente informati su come tali dati vengano usati e a quali terze parti vengano concessi.

Noyb (la nuova creatura dell’attivista Max Schrems) ha svolto un’indagine su Amazon Prime, Apple Music, DAZN, Flimmit, Netflix, Soundcloud, Spotify e YouTube e ha accertato otto violazioni su otto. Sono già stati presentati reclami formali all’Autorità Austriaca per la Protezione dei Dati che “dovrà cooperare con le autorità europee competenti“. Vengono calcolate sanzioni che, commisurate al fatturato totale delle aziende coinvolte, vanno dai 20 milioni a 8,02 miliardi di dollari….

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Fonte: Dday.it | di Massimiliano Di Marco

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