Fisco: Visco, ‘Grave decisione Garante privacy su fatture elettroniche’

Visco : ‘Mentre i giganti del web agiscono indisturbati sui dati personali di tutti i cittadini arriva una delibera del Garante privacy contro l’introduzione della fattura elettronica che si frappone all’applicazione di una legge dello Stato’

“Mentre i giganti del web agiscono indisturbati sui dati personali di tutti i cittadini arriva una delibera del Garante della privacy contro l’introduzione della fattura elettronica che si frappone all’applicazione di una legge dello Stato, taglia le gambe all’azione di contrasto all’evasione fiscale e crea un grave precedente di conflitto con il Parlamento che richiede un immediato intervento dei ministeri competenti”. Lo dichiara il presidente del centro studi Nens, Vincenzo Visco, esponente di Articolo Uno.

“Il parere negativo espresso dal Garante della privacy il 9 luglio scorso sullo schema di provvedimento sull’utilizzazione dei dati delle fatture elettroniche predisposto dall’Agenzia delle entrate è difficile da comprendere e comporta rilevanti conseguenze: da un lato frena gli effetti positivi che il processo stava iniziando a produrre in termini di semplificazione degli adempimenti e di potenziamento dell’azione di controllo da parte dell’amministrazione finanziaria; dall’altro costituisce un grave precedente perché, di fatto, rende inattuabile una norma approvata dal Parlamento” prosegue l’ex ministro del Tesoro e delle Finanze.
“In un Paese come il nostro – aggiunge Visco – dove i problemi dell’evasione e della complessità burocratica del fisco sono obiettivi primari da perseguire, è inaccettabile che non si possa conciliare, grazie alla tecnologia, l’utilizzo completo e immediato del patrimonio informativo acquisito e la tutela della riservatezza dei dati; mentre i giganti del web come Google, Amazon e Facebook gestiscono miliardi di dati personali senza alcun serio controllo, il Garante sembra concentrare le sue attenzioni sull’amministrazione fiscale”.

“Nel contesto di una indispensabile riforma della Pubblica amministrazione – aggiunge il presidente di Nens – è sempre più evidente l’esigenza di riconsiderare il potere interdittivo degli organismi di controllo per affermare chiaramente la corresponsabilità degli stessi nell’eventuale mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati all’amministrazione a causa di preclusioni e ritardi”.

“A seguito di questa decisione del Garante, ad esempio, continuerà ad essere necessario per i contribuenti – sia in caso di richiesta di un rimborso che in caso di esecuzione di un controllo – produrre le copie delle fatture agli uffici dell’Agenzia delle entrate o ai reparti della Guardia di finanza, – spiega l’ex ministro – nonostante che gli originali di tali fatture siano già stati veicolati tra fornitore e cliente proprio dall’Amministrazione finanziaria. Non solo: in caso di indagini penali, gli organi di polizia giudiziaria non potranno disporre delle fatture originali che spesso possono rappresentare prove decisive per smascherare e bloccare sul nascere una frode ai danni dello Stato, non poche volte posta in essere dalla criminalità organizzata”.

“In definitiva, si pretende di bloccare una riforma importante e innovativa, che ha puntato sulla digitalizzazione di un processo centrale per l’economia e la fiscalità come quello della fatturazione, e si depotenziano gli effetti virtuosi del nuovo sistema”.

Fonte: Articolo Uno

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