Facebook, perché il Garante Privacy tedesco critica quello irlandese

Duro attacco di Ulrich Kelber, il commissario federale tedesco per la protezione dei dati personali: “E’ passato 1 anno e mezzo dall’entrata in vigore del GDPR e non si conosce una decisione importante nei confronti di Facebook, WhatsApp e Microsoft da parte del Garante privacy irlandese”, l’Autorità che ha la responsabilità esclusiva di vigilare sulla conformità degli Ott al Regolamento Ue.

“È insopportabile”. Con queste parole Ulrich Kelber, il commissario federale tedesco per la protezione dei dati personali, ha attaccato l’omologo irlandese accusandolo di lassismo nei confronti di Facebook&Co.

È passato più di un anno e mezzo dall’entrata in vigore il GDPR e l’Autorità non ha adottato nessun provvedimento per violazione del Regolamento europeo sui dossier importanti, come Facebook, WhatsApp e Microsoft”, ha detto Kelber ad un evento a Berlino. “È insopportabile”, ha aggiunto.

Quale il contesto della polemica?

L’Autorità privacy irlandese ha la responsabilità esclusiva, rispetto agli altri Garanti Ue, di vigilare sulla conformità di quasi tutti gli OTT al Regolamento Ue, secondo il principio, introdotto dallo stesso GDPR, dello sportello unico (one stop shop). Il principio stabilisce, quindi, che le imprese, e in genere i titolari del trattamento e i responsabili del trattamento dei dati transfrontalieri, hanno a che fare con una sola Autorità di controllo, cioè quella del Paese dove hanno la sede principale, piuttosto che ogni Autorità dei 28 Stati europei. E quasi tutti gli over the top, Facebook e Microsoft compresi, hanno in Irlanda la sede europea.

Così gli altri garanti nazionali europei hanno un po’ le mani legati nel far rispettare il GDPR agli over the top. Per esempio, il responsabile della protezione dei dati di Amburgo, Johannes Caspar, che è la persona di contatto in Germania per i reclami contro Facebook, deve segnalare eventuali violazioni del GDPR ai suoi colleghi irlandesi, che decideranno quindi su ulteriori misure. “Abbiamo offerto supporto ai colleghi irlandesi”, ha fatto sapere il garante privacy tedesco Kelber, “ma non abbiamo ancora ricevuto una risposta.”

Fonte: key4biz.it | di Luigi Garofalo

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