Europol come la NSA? L’agenzia accusata di detenere illegalmente i dati dei cittadini

Attesa per oggi la decisione del Garante privacy europeo.

“L’Europol sta svolgendo compiti di sorveglianza di massa, ricalcando i passi della National Security Agency (NSA)”, l’agenzia USA che spiava e schedava illegalmente nel mondo anche i cittadini innocenti. È questa la grave accusa all’agenzia di polizia europea che si legge nell’inchiesta giornalistica realizzata dal quotidiano italiano Domani in collaborazione con il Guardian (Regno Unito), lo Spiegel (Germania), Mediapart (Francia) e News24/7 (Grecia).

L’accusa

Secondo l’inchiesta, oggi il Garante privacy europeo ordinerà all’Europol di cancellare i dati archiviati in modo illecito da più di 6 mesi all’interno di un database di circa 4 petabyte di dati, raccolti negli ultimi 6 anni con le attività di polizia.

A scoperchiare questo vaso di Pandora è stato l’attivista olandese Frank van der Linde. Per caso, ha scoperto che la polizia olandese e l’antiterrorismo del suo Paese hanno iniziato ad indagare su di lui nel 2014 e i suoi dati sono stati inseriti in una lista di terroristi e sospetti terroristi poi condivisa anche con l’Interpol e l’Europol. Quando l’attivista ha chiesto spiegazioni all’agenzia di polizia europea, ha ricevuto un secco no ad accedere a qualsiasi informazione. Così van der Linde si è rivolto al Garante privacy europeo, che ha aperto un’indagine.

L’indagine del Garante privacy europeo

Non c’era altro modo di risolvere il problema”, ha detto al quotidiano Domani il Garante europeo Wojciech Wiewiórowski “dovevamo adottare una decisione di cancellare tutti quei dati trattenuti da più di sei mesi”.

Oggi, vedremo se verrà pubblicata ufficialmente la decisione dell’European Data Protection Supervisor.

La vicenda è scoppiata mentre l’Unione europea sta modificando il regolamento dell’Europol nella parte in cui disciplina la cooperazione dell’Autorità di law enforcement con le parti private, nonché il trattamento dei dati personali a sostegno di indagini penali e il ruolo di Europol in materia di ricerca e innovazione.

Ovviamente, il regolamento in questione prevede requisiti rigorosi per garantire che qualsiasi trattamento dei dati da parte di Europol avvenga sempre nel rispetto dei diritti fondamentali, compreso il diritto alla riservatezza, allineandosi in tal modo al regolamento UE in materia di protezione dei dati personali. Ma, secondo alcuni attivisti per la difesa della privacy, il nuovo regolamento potrebbe risolvere la vicenda introducendo una base giuridica per consentire la conservazione di quei dati, memorizzati fino ad oggi illegalmente.

Fonte: Key4biz | di Luigi Garofalo

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