Estorsioni online, gli hacker ricattano le aziende non conformi al GDPR

Nuovo trend del cybercrime: i criminali cercano le falle nei server delle vittime e minacciano di segnalarle al Garante per la privacy.

Fino a poco tempo fa gli hacker usavano classicamente i ransomware per crittografare i dati delle vittime minacciandole di non restituirne l’accesso se non dietro il pagamento di un riscatto, ma ora le estorsioni online stanno vedendo un’evoluzione ancora più meschina in cui i cybercriminali minacciano di segnalare al Garante della Privacy la mancata adozione delle misure di sicurezza prescritte dal GDPR.

Ora gli hacker minacciano di denunciarvi al Garante per la privacy

A segnalare questo fenomeno è stato il ricercatore informatico Victor Gevers, che ha rivelato come in una campagna di estorsioni online un singolo hacker sarebbe riuscito ad accedere a ben 23.000 server tramite internet utilizzando degli strumenti automatizzati per individuare quali di essi non erano dovutamente protetti da credenziali di accesso, facendosi poi una copia dei dati che vi erano memorizzati e rivolgendo alla vittima una richiesta di pagamento di un “riscatto” con l’esplicita minaccia di denunciare all’autorità di controllo l’assenza di misure di sicurezza adeguate per la protezione dei dati….

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Fonte: Bitmat.it | di a cura di Nicola Bernardi, Presidente di Federprivacy

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