e-Learning&privacy. ‘WeSchool’ e ‘Portale Argo’ alternative italiane a Google e Microsoft

Per la didattica a distanza, abbiamo analizzato le piattaforme G Suite e quella di Microsoft, presenti sul sito del ministero dell’Istruzione, con le italiane WeSchool e Portale Argo. Ecco le differenze.

Con le attività didattiche “offline” sospese fino al 15 marzo, come misura di contenimento del COVID-19, nei giorni scorsi in diverse scuole e Università sono iniziate e sono state potenziate le lezioni a distanza. Per gli Atenei “la didattica digitale, seppure in crescita, lascia a desiderare: solo il 4% dei corsi attivi nel 2019 è erogato in tutto o in parte a distanza”, si legge oggi su IlSole24Ore, che ha fotografato i corsi di laurea online.

La situazione non va meglio per la scuola dell’obbligo, dove, dopo “shock iniziale”, l’e-learning sta partendo gradualmente: lo abbiamo visto con questi 9 esempi di lezioni online e lo dimostrano anche le classifiche di download negli store digitali, che vedono protagoniste proprio le app che permettono di seguire le lezioni da casa.

Per Microsoft anche questa emergenza può essere l’occasione per fare incetta di dati di studenti e docenti

Il ministero dell’Istruzione ha reso disponibile una pagina web (è in progress) per supportare la didattica a distanza. Le scuole potranno servirsi di questi strumenti gratuitamente ed in modo facoltativo. In primo piano campeggiano le piattaforme di Google (G-Suite for education) e Microsoft (Office 365 Education A1). Possono essere utilizzate da docenti e studenti gratuitamente, ma ovviamente è obbligatorio la creazione di un account. Come vedete dagli screenshot, per Microsoft anche questa emergenza può essere l’occasione per fare incetta di dati, in particolare di studenti, molti sono millennials target privilegiato dai pubblicitari, e di insegnanti.

Si parla molto di etica della tecnologia, se non viene applicata durante l’emergenza Coronavirus quando dovrebbero essere applicati i princìpi etici?

Perché Microsoft, nella pagina di creazione del profilo per gli studenti e docenti, non cancella queste opzioni, che distrattamente ed in modo non consapevole possono essere spuntate? Almeno durante lo stato di emergenza del COVID-19. Le opzioni sono le seguenti:

  •  Autorizzo Microsoft a inviarmi promozioni e offerte sui prodotti e i servizi Microsoft per le aziende.
  • Desidero che Microsoft condivida le informazioni personali con partner selezionati in modo da poter ricevere informazioni sui loro prodotti e servizi. Per altre informazioni o per annullare la sottoscrizione in qualsiasi momento, visualizzare l’Informativa sulla Privacy.

Dpo Stato dell’Assia: ‘Microsoft Office 365 non dovrebbe essere utilizzato nelle scuole a causa di problemi di privacy per studenti e docenti

Oggi capiamo meglio l’allarme lanciato l’anno scorso dal Dpo dello Stato dell’Assia in Germania: “Microsoft Office 365 non dovrebbe essere utilizzato nelle scuole a causa di problemi di privacy per studenti e docenti, perché, anche se i server sono in Europa, per effetto del Cloud Act di Trump i dati possono essere trasmetti all’intelligence Usa. Occorre garantire la sovranità digitale sui dati della Pa”, ha detto Michael Ronellenfitsch, il Data Protection Officer (Dpo) dell’Assia, ha “bannato” il cloud di Microsoft (fornito gratuitamente) dalle scuole dello stato federato, che conta circa 6 milioni di abitanti.

Per quanto riguarda G Suite è prevista la registrazione gratuita “solo per gli istituti idonei”. Inoltre sul lato privacy, Google comunica che “I servizi principali di G Suite non contengono annunci né utilizzano le informazioni ottenute per finalità pubblicitarie. Non solo, tutti i servizi principali di G Suite for Education sono conformi alle norme COPPA (Child’s Online Privacy Protection Act) e FERPA (Family Educational Rights and Privacy Acts)”. Ma per utilizzare GmailDriveCalendarDocumentiFogliPresentazioniModuliHangouts MeetClassroom, gli applicativi che abilitano direttamente la didattica a distanza, sia gli insegnanti sia gli studenti hanno bisogno di account Gmail.

Allora ci chiediamo quali sono le piattaforme e-learning italiane alternative a Google e Microsoft?

Ne abbiamo scoperte due:

WeSchool è partecipata da Telecom Italia, Club digitale e Club Italia Investimenti 2. È stata fondata da Marco De Rossi: la piattaforma è gratuita per licei e medie, con oltre due milioni di richieste ogni ora. Marco De Rossi oggi ha 29 anni e ha fondato la startup WeSchool “con la missione di digitalizzare la scuola italiana”. Al momento, comunica la startup “il 17% dei docenti italiani della scuola secondaria è su WeSchool ed oltre 2 milioni di studenti studiano ed imparano”. Ma in che modo?

Con video, testi ed esercizi curati da docenti ed esperti e con più di 15.000 ore di formazione erogata ogni giorno, fruibile anche dallo smartphone.

Questa settimana verrà ricordata come il Big Bang della scuola digitale in Italia. Solo ieri 550.000 persone hanno usato WeSchool per fare didattica. Non senza criticità: i professori che già sperimentavano sono pronti, per gli altri è più difficile”, ha detto il fondatore De Rossi.

Per quanto riguarda la registrazione gli studenti devono essere invitati a farlo dagli insegnanti. Per gli alunni minorenni è obbligatorio l’autorizzazione del genitore. Infine, il sito offre in modo facoltativo il consenso per l’utilizzo dei dati per l’attività di marketing “(anche diretto e personalizzato) da parte di WeSchool e di soggetti terzi (per quanto riguarda l’Utente Minorenne l’eventuale rifiuto è espresso dal Genitore)”, si legge nell’informativa privacyLa revoca del consenso può essere esercitata “dall’Utente Maggiorenne o dal Genitore in ogni tempo”.

Anche in questo caso, come Microsoft, WeSchool potrebbe togliere l’opzione dell’utilizzo dei dati per l’attività di marketing ed essendo oggi, secondo quanto dichiara il suo fondatore “È il più grande laboratorio online mai fatto in Italia di e-learning”, il Ministero dell’Istruzione potrebbe valutare un finanziamento pubblico per potenziare la piattaforma e consentirle anche di conseguire le certificazioni che la rendono “a prova di privacy” per studenti e insegnanti.

Infine, la seconda piattaforma made in Italy per l’e-learning è Portale Argo, con sede a Ragusa, a cui già molte famiglie e allievi accedono abitualmente con password sicure (con invio di OTP via SMS) per visionare voti, assenze, assegno e pagelle; una bacheca consente di condividere video, testi, ipertesti e immagini, con l’interazione da parte dello studente.

Dal Portale Argo si può accedere anche al Portale Famiglia visualizzare i dati del registro elettronico, su cui gli insegnanti possono “caricare” i compiti in questo periodo di didattica online. Perché anche se sono sospese le attività didattiche offline, la scuola può andare avanti lo stesso, se si vuole. La tecnologia lo permette. Anche quella made in Italy.

La mappa delle scuole che forniscono la didattica a distanza

Ecco la mappa delle scuole che forniscono la didattica a distanza e che hanno aderito ad INDIRE: l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa, il più antico ente di ricerca del Ministero dell’Istruzione.

Cliccando sugli istituti scolastici si legge la tipologia di supporto che offrono per la didattica a distanza.

La mappa è in continuo aggiornamento perché le scuole che aderiscono all’iniziativa sono sempre di più.

Fonte: Key4biz | di Luigi Garofalo

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