e-Fattura dal 2019 confermata da Tria ma non per medici e farmacisti

L’obbligo di fatturazione elettronica tra privati a partire dal primo gennaio confermato dal ministro dell’Economia. Ma non scatterà per medici e farmacisti, possessori di dati sanitari ‘sensibili’. Intanto l’Agenzie Entrate ha iniziato un percorso di interlocuzione con l’Autorità dopo i rilievi del Garante Privacy.

L’obbligo di fatturazione elettronica tra privati previsto a partire dal primo gennaio 2019 resterà. L’ha confermato oggi il ministro dell’Economia: “l’entrata in vigore dal 1^ gennaio della fatturazione elettronica “sarà generalizzata”, ha detto Giovanni Tria  all’inaugurazione dell’anno di studi 2018-19 della Guardia di finanza. Generalizzata, ma non per tutti. Infatti non scatterà per medici e farmacisti, possessori di dati sanitari “sensibili” e già operativi, almeno per quanto riguarda i titolari delle farmacie, con gli scontrini elettronici. È la soluzione di compromesso individuata da governo e maggioranza dopo i rilievi avanzati dal Garante per la Privacy sull’e-Fattura.

Ma il parere dell’Autorità non ha come obiettivo la proroga della fatturazione elettronica, ma la conformità completa al Gdpr della l’infrastruttura tecnologica della fatturazione elettronica. Infatti l’Agenzie Entrate ‘ha iniziato un percorso di interlocuzione con l’Autorità’ per trovare insieme i correttivi in grado di far partire l’e-Fattura regolarmente dal 2019 e già domani è previsto l’incontro con il Garante per la protezione dei dati.

Antonello Soro stamattina ha incontrato i deputati del MoVimento 5 Stelle in Commissione Finanze alla Camera. Ecco la nota dei 5Stelle: “Stamattina abbiamo incontrato il Garante della Privacy, Antonello Soro, in merito alle riserve espresse sull’avvio della fatturazione elettronica. Le criticità espresse dal Garante riguardano l’inclusione di dati che interessano la totalità dei cittadini, anche quelli sulle abitudini riservate, il ruolo degli intermediari che si sarebbe esteso in modo indefinito e le responsabilità del cosiddetto “postino” dell’Agenzia delle Entrate, atto a incamerare i dati. Sono arrivate importanti rassicurazioni da parte di Soro, il quale ha evidenziato come determinati aspetti potranno essere corretti senza particolari difficoltà. Domani, infatti, è già previsto un tavolo comune tra Garante ed Agenzia delle Entrate per ridefinire i regolamenti attuativi”.

Eliminare o rinviare la misura, ha spiegato la fonte, costerebbe infatti troppo per le casse dello Stato. Il recupero di evasione, in particolare del tax gap Iva da omessa dichiarazione, è di circa 2 miliardi. “Il Governo punta a recuperare 1,97 miliardi di euro con la fatturazione elettronica”, ha dichiarato Fabrizia Lapecorella, il direttore generale delle Finanze in audizione il 7 novembre scorso al Senato. 

Chi altro è esentato dall’e-Fattura?

Il premier Giuseppe Conte ha fatto presente che sono state stabilite altre esenzioni per i contribuenti in regime forfettario dei minimi e per le imprese agricole di piccole dimensioni, mentre la Legge di Bilancio esclude le imprese fino a 65mila euro di ricavi. Il presidente del Consiglio ha anche sottolineato che quello dell’e-Fattura è “un processo simmetrico che vincola non solo il soggetto emittente, ma anche quello ricevente a gestire come elettronica la fattura ai fini della detraibilità dell’Iva”. 

Inoltre il presidente del Consiglio ha ricordato che il decreto con “Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria”, entrato in vigore il 24 ottobre scorso, prevede che “dal primo luglio 2019 tutte le fatture emesse potranno essere registrate entro 10 giorni dalla data di effettuazione delle operazioni e quindi non entro lo stesso giorno”.

Prima di luglio 2019, tutte le fatture emesse potranno essere registrate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, lo stabilisce l’articolo 12 dello stesso decreto fiscale. 

Fatturazione elettronica, l’utilità del QR Code

Tra le soluzioni digitali, realizzate dall’Agenzia delle Entrate, quella che garantisce maggiore semplicità nella procedura, riduzione dei tempi e di errore è il QRCode, il “codice a barre” contenente il numero di partita IVA, tutti i dati anagrafici e l’indirizzo telematico di default comunicato preventivamente al Sistema di Interscambio (SdI), il “postino” a cui inviare l’e-Fatture.

Fonte: Key4biz | di Luigi Garofalo

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