Data retention in Germania: vietato archiviare metadati per scopi di intelligence

La Germania lontana anni luce dall’Italia: il Tribunale amministrativo tedesco ha stabilito che l’agenzia di intelligence straniera del Paese (BND) non potrà archiviare i metadati.

L’agenzia di intelligence straniera della Germania, il Bundesnachrichtendienst (BND), non ha il permesso di salvare i metadati dalle chiamate telefoniche internazionali per scopi di intelligence in quanto non esiste una base legale per la pratica, ha giudicato il Tribunale amministrativo federale del Paese in un recente verdetto.

La Corte si è pronunciata contro la pratica del BND di archiviare e analizzare questi metadati, compresi i numeri di telefono dei partecipanti alla chiamata, nel suo database VerAS, anche se il BND memorizzava queste informazioni in modo anonimo, poiché non era la stessa cosa dell’eliminazione di queste informazioni.

È probabile che il verdetto giochi un ruolo nelle future controversie legali sull’uso dei metadati in Germania, ha riportato l’agenzia di stampa tedesca Heise Online.

Il tema delle intercettazioni è storicamente alquanto sensibile in Germania, dopo gli abusi della Gestapo ai tempi dei nazisti e della Stasi ai tempi della guerra fredda e della Ddr. Per non parlare delle rivelazioni nel 2015 della “talpa” Edward Snowden sulle intercettazioni dell’intelligence americana al cellulare di Angela Merkel, nell’ambito dello scandalo Wikileaks, ha scosso profondamente l’opinione pubblica tedesca, molto sensibili al tema della data protection dei cittadini.

Il nostro Paese, si sta muovendo, purtroppo, nella direzione opposta: dal 12 dicembre 2017 è entrata in vigore la Legge Europea 2017 che introduce l’obbligo in capo agli operatori telefonici di conservare i dati del proprio traffico telefonico e telematico per 72 mesi. 

Leggi l’articolo orginale German court outlaws storage of telephony metadata by intelligence agencies

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