Data protection: la Germania obbliga Facebook a chiedere il consenso per la raccolta dati da altre app

La decisione dell’autorità tedesca di protezione della concorrenza nel mercato. Il colosso presenterà ricorso e rischia multe fino al 10 per cento del fatturato

La Germania vuole rovinare il grande piano di Mark Zuckerberg di unificare tutte le (sue) app di messaggistica. Non solo, vuole impedire a Facebook di incrociare i dati dei profili degli utenti con quelli raccolti da altri siti e applicazioni agganciati al social network, a meno che non venga dato esplicito consenso al momento dell’iscrizione. È quanto ha deciso l’autorità tedesca di protezione della concorrenza nel mercato, il Bundeskartellamt. Al colosso californiano — che in Germania non potrà quindi unificare le chat di Whatsapp, Instagram e Messenger, come da piani svelati dal New York Times — sono stati dati 12 mesi di tempo per mostrare come intende allinearsi a quanto deciso. Rischia, in caso contrario, multe fino al 10 per cento del suo fatturato annuale.

Facebook ha dichiarato che farà appello e respinto l’accusa di abuso di posizione dominante (Zuckerberg è stato interpellato in merito anche dal Congresso americano e dal Parlamento europeo). Secondo il Bundeskartellamt, i 23 milioni di tedeschi attivi al giorno e i 32 milioni al mese attivi sulla piattaforma blu e una quota di mercato del 95 per cento (giornalieri) e dell’80 per cento (mensili) giustificano il dito puntato, soprattutto dopo la chiusura di Google+. Caso vuole che intantoTwitter abbia annunciato per la prima volta il numero dei suoi utenti attivi quotidianamente: 126 milioni a livello globale. Una barzelletta rispetto ai miliardi delle app dell’ecosistema di Zuck, effettivamente, e persino meno dei 186 milioni di Snapchat.

Fonte: corriere.it | di Martina Pennisi

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