Data breach, Anonymus viola mail di 30mila avvocati romani: c’è anche il sindaco di Roma

Nella casella di posta elettronica certificata della sindaca c’è un po’ di tutto: un avvocato-poeta la invita al concerto di Bruce Springsteen, una signora le spedisce il curriculum del marito, un altro vorrebbe fare l’assessore alla Gioventù («ho tante idee»). Ma ci sono anche le richieste dell’Ordine degli avvocati, per qualche quota ancora non saldata. E poi ancora curriculum di «storici simpatizzanti del M5S», peraltro mandati da persone autodefinitesi «solari, dinamiche e precise», pronte a trasferirsi a Roma per collaborare con l’amministrazione pentastellata insediatasi quasi tre anni fa sul colle capitolino. Ci sono molti colleghi (nel senso di avvocati) che conoscendo l’indirizzo di posta certificata ne approfittano per segnalare problemi legati ad Atac, ai rifiuti, al degrado. E poi una lettera aperta sul discusso disegno di legge presentato dal senatore leghista Simone Pillon, i cui si invitano i vertici M5S a «far rispettare il contratto» di governo siglato con il Carroccio.

Virginia Raggi è la vittima più nota dell’attacco di Anonymus, che ha hackerato la Pec di 30 mila professionisti iscritti all’Ordine di Roma: i testi sono stati integralmente pubblicati su internet, a disposizione di tutti gli utenti. Anonymous ha pubblicato alcuni screenshot delle presunte mail, tra le quali quelle inviate proprio dall’Ordine degli avvocati riguardo alcune quote di iscrizione degli ultimi anni. «Raggi, paga le tasse», è il messaggio lanciato dagli hacker, via Twitter, all’inquilina di Palazzo Senatorio.

La sindaca, comprensibilmente, non nasconde la sua rabbia, parlando di «gravissima violazione della privacy nei miei confronti e dei miei colleghi dell’ordine degli avvocati di Roma». Anche perché non si tratta del primo caso di accesso non autorizzato ai suoi dati personali. Alla fine della scorsa estate la scena se la prese Rogue0, nome d’arte apparso su Twitter: l’hacker ha bucato la il sistema Rousseau, la piattaforma grillina plasmata e collaudata da Casaleggio jr, dove si consuma la militanza (virtuale) di attivisti e politici M5S. L’account ha spiattellato sul web, cinguettio dopo cinguettio, l’email e il numero di telefono della Raggi, così come quello della vicepresidente del Senato, Paola Taverna, e prima ancora i cellulari del vicepremier Luigi Di Maio e dei ministri Danilo Toninelli e Alfonso Bonafede. Poi, nelle scorse settimane, è arrivata la diffusione delle telefonate con Lorenzo Bagnacani, ex numero uno dell’Ama, l’azienda municipalizzata che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti nella Città eterna.

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