D-ID, nasce l’algoritmo che confonde il riconoscimento facciale

A meno che non si decida di indossare costantemente una maschera è ormai quasi impossibile evitare di essere ripreso dalle onnipresenti telecamere di sicurezza e di finire nei database dei sistemi di riconoscimento facciale sempre più diffusi. 

Questo tipo di problematica, che rappresenta una criticità per  la privacy dei cittadini, investe di una potenziale responsabilità tutte le aziende che saranno incaricare di proteggere i dati personali.

Per questo D-ID, una startup che fa parte dell’acceleratore Y Combinator, vuole risolvere il problema mettendo a disposizione degli strumenti che elaborano le immagini rendendole irriconoscibili agli algoritmi di riconoscimento. Le immagini modificate con questa tecnologia conservano un aspetto simile all’immagine originale, promettono gli ideatori.

D-ID (il nome significa appunto “de-identificazione”) è stata fondata l’anno scorso da Gil Perry, Sella Blondheim e Eliran Kuta. Tutti e tre i fondatori hanno un passato nelle forze armate israeliane, i primi due nelle forze speciali e il terzo nell’intelligence. Proprio da li’ è nata l’idea della startup.

“Ci era proibito condividere le nostre foto sui profili social e sul web a causa della natura sensibile del nostro lavoro. Anche dopo aver terminato il servizio, non abbiamo potuto condividere le nostre foto qn occasione di viaggi in Sud America ad esempio”, ha raccontato Perry. “Ci siamo sentiti frustrati perché siamo persone molto sociali nella vita privata e, mentre tutti potevano condividere le loro foto, a noi era proibito”.

Leggi l’articolo originale D-ID’s tech protects your privacy by confounding face recognition algorithms

Fonte: Tech Crunch | di Catherine Shu

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