Criptovalute, novità per JP Morgan in tema di privacy

JP Morgan Chase ha sviluppato una nuova funzione per blockchain basata su ethereum che incrementa il livello di privacy delle transazioni.

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La piattaforma blockchain di JPMorgan si chiama Quorum, è permissioned, e per l’appunto è basata su Ethereum.  La nuova funzionalità ha come obiettivo quello di anonimizzare le transazioni del protocollo Zether, in modo da nascondere sulle transazioni registrate in blockchain sia quanti fondi vengono inviati sia chi li sta inviando.

Zether è un protocollo crittografico decentralizzato per i pagamenti, compatibile con Ethereum ed altre piattaforme di smart contract, progettato proprio per aggiungere un ulteriore livello di anonimato alle transazioni.

Questo protocollo è stato realizzato da un gruppo di accademici e ricercatori tra cui Dan Boneh della Stanford University, ed utilizza zero-knowledge proofs (ZKP) per dimostrare la conoscenza di un valore o di informazione segreta senza trasmettere alcun dettaglio su quella stessa informazione.

Oli Harris, capo della strategia di Quorum, ha dichiarato:

“In Zether i saldi dei conti e gli account di trasferimento erano nascosti, ma non le identità dei partecipanti. Quindi l’abbiamo risolto. In questa implementazione forniamo un protocollo di prova in cui il mittente e i destinatari delle transazioni possono essere nascosti in un gruppo più ampio di parti”.

Harris ha anche sottolineato che l’architettura di pagamento di Zether incorpora un nuovo approccio basato su account, e derivato da Ethereum, in contrapposizione a quello basato su UXTO di Bitcoin, al posto del componente ZKP originale di Quorum basato per l’appunto su UTXO.

In questo modo questa nuova estensione potrebbe avvantaggiare non solo gli utenti di Quorum, ma anche altre piattaforme basate su Ethereum.

Questa iniziativa rende evidente come l’anonimizzazione delle transazioni su blockchain, altrimenti pubbliche, sia un argomento di chiaro interesse anche per la finanza tradizionale, e non solo per bitcoiner ed appassionati di criptovalute.

Ci sono infatti numerosi casi d’uso di blockchain in cui è di fatto necessario mantenere alcune informazioni riservate. Visto che le vere e proprie blockchain sono pubbliche, l’unica soluzione per mantenere riservate informazioni in esse registrate è quello di oscurarle utilizzando tecniche come quella delle zero-knowledge proofs.

Grazie a questa innovazione ad esempio Quorum potrebbe essere utilizzato per la distribuzione di informazioni riservate all’interno di consorzi aziendali, mantenendone tuttavia la registrazione verificabile pubblicamente su blockchain.

Inoltre secondo lo stesso Harris questa nuova funzionalità non sembra avere effetti di rallentamento del protocollo Zether, le cui performance rimangono abbastanza buone da questo punto di vista. Nei report che verranno pubblicati saranno incluse anche le misurazioni delle prestazioni delle verifiche.

Fonte: cryptonomist.ch | di Marco Cavicchioli

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