Autostrade, l’app per chiedere il cashback per i ritardi da cantieri. Esposto di Assoutenti al Garante Privacy

L’app si chiama ‘Free to X’ con la quale sarà possibile chiedere il rimborso di una parte o del 100% del costo del pedaggio autostradale per i ritardi causati dai cantieri. Assoutenti: “La modalità vìola la privacy: sì a rimborsi automatici e senza necessità di iscrizione o cessione dati all’app”.

Autostrade per l’Italia dà il via al cashback dei pedaggi: la restituzione agli automobilisti di una parte o anche il 100% del costo del pedaggio per i ritardi causati da cantieri e lavori stradali. Non scatta l’indennizzo per incidenti o altre cause non imputabili a Aspi, la società che gestisce la rete autostradale.

Cashback dei pedaggi, da domani possibile chiedere il rimborso

L’app si chiama Free to X sarà scaricabile sugli store di Apple e Google e con la quale sarà possibile da domani richiedere il cashback per le percorrenze in autostrada con tempi previsti più lunghi di quelli normali nelle tratte interessate dai cantieri. L’applicazione è partita in via sperimentale ad agosto, è stata testata da 400 automobilisti ed associazioni dei consumatori. La sperimentazione sarà valida fino al 31 dicembre 2021.

Cashback Autostrade, come funziona

Accertata la segnalazione del ritardo, Aspi rimborserà una parte o anche il 100% del costo del pedaggio. Il cashback dovrebbe essere garantito per tutti i tipi di pagamento effettuato: oggi dalle 15:30 Autostrade per l’Italia comunicherà tutti i dettagli nel corso di una conferenza stampa.

Assoutenti: “La modalità vìola la privacy: sì a rimborsi automatici e senza necessità di iscrizione o cessione dati all’app”

Nel frattempo, Assoutenti, una delle associazioni dei consumatori che hanno testato l’app, ha già presentato un esposto al Garante Privacy per chiedere l’apertura di un’istruttoria sulla modalità di rimborso. Ecco la motivazione.

Tutti i servizi forniti da ‘Free to X’ sarebbero però vincolati alla compilazione di un form dove non si può procedere se non si fornisce il consenso alla ricezione di comunicazioni di marketing per prodotti e offerte della medesima società”, denuncia Assoutenti.

Il meccanismo dei rimborsi in favore degli automobilisti risulterebbe inoltre eccessivamente invasivo della privacy delle degli automobilisti che vorranno partecipare all’iniziativa, aggiunge Assoutenti.

Per calcolare il ritardo verrebbero, secondo l’associazione dei consumatori, incrociati i dati relativi alla presenza dei cantieri con quelli di Google Maps riguardo alle code e quelli relativi agli orari di entrata e uscita dall’autostrada da parte degli automobilisti. Procedura di rimborso che, secondo Assoutenti, potrebbe, invece, essere automatica e senza necessità di iscrizione o cessione dati all’app ‘Free to X’ per l’85% degli utenti “considerato che oggi il 62% degli automobilisti che utilizzano le autostrade paga i pedaggi attraverso Telepass, il 23% con carte di credito e solo il 15% in contanti”.

“La trasmissione dei dati personali degli automobilisti aventi diritto al rimborso dei pedaggi presenta evidenti profili di criticità e potrebbe violare l’art. 5 del GDPR e il Codice in materia di protezione dei dati personali”, sostiene il presidente Furio Truzzi.

L’articolo 5 del Regolamento “Principi applicabili al trattamento di dati personali” prevede che il trattamento dei dati personali avvenga in modo lecito, corretto e trasparente nei confronti dell’interessato.

Oggi alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa Cashback dei pedaggi scopriremo del dettaglio come funzionerà l’app e quali sono state le misure adottate in conformità al GDPR.

Fonte: Key4biz | di Luigi Garofalo

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