Apple ha rimosso le app concorrenti di Screen time per questioni di privacy

Apple ha rimosso dal suo negozio diverse applicazioni popolari di Parental Control e di monitoraggio del tempo trascorso su iPhone e iPad. A dirlo è niente di meno che il New York Times, uno dei quotidiani più autorevoli al mondo.

Una mossa, evidenzia il quotidiano, che ha fatto seguito all’introduzione di una funzione analoga sviluppata da Apple e chiamata Screen Time, presentata nel giugno scorso, come parte del sistema operativo iOS 12.

Il caso scoperto dal NYT
Nel corso dell’ultimo anno – ha scritto il giornale americano – Apple ha rimosso almeno 11 delle 17 applicazioni più popolari di parental control e monitoraggio d’uso, insieme a diverse app meno note. In alcuni casi la compagnia avrebbe imposto agli sviluppatori di eliminare dalle loro app le funzioni che consentono ai genitori di controllare i dispositivi dei figli e di bloccare l’accesso ad alcuni contenuti; in altri casi le app sarebbero semplicemente state eliminate dall’App Store.

In una nota di risposta, Apple spiega di aver rimosso alcune app perché “mettevano a rischio la privacy e la sicurezza degli utenti”. Usano, spiega Cupertino, una tecnologia “molto invasiva” chiamata Mobile Device Management, che consente di accedere a dati sensibili dei dispositivi mobili come posizione, mail, uso di app e cronologia di navigazione. Tale tecnologia è usata in modo lecito dalle aziende per monitorare i loro dispositivi, ma “è molto rischiosa, e viola le nostre politiche, se usata in app rivolte a utenti privati”.

Agli sviluppatori sono stati concessi 30 giorni per modificare le app; chi non l’ha fatto ha subìto la rimozione.

Abuso di posizione dominante?
Mentre l’azienda di Cupertino ha assicurato di voler continuare a garantire “un ecosistema di app innovativo e competitivo”, parecchi sviluppatori reclamano un trattamento ingiusto: protesta destinata a scemare o il primo capitolo di una battaglia per abuso di posizione dominante?

Alcuni sviluppatori si sono lamentati di questa politica portata avanti da Apple, accusando l’azienda di voler eliminare tutti i concorrenti di Screen Time ora integrato in iOS. In tanti mettono in dubbio anche l’obiettivo di Screen Time dichiarato da Apple, visto che l’intento primario dell’azienda non sarebbe affatto quello di limitare la “dipendenza” da iPhone e iPad.

La tecnologia Mobile Device Management
Secondo Phil Schiller, SVP of Worldwide Marketing di Apple, i titoli rimossi dall’App Store abusavano di una tecnologia di gestione dei dispositivi progettata per gli utenti enterprise.

“Nel corso dell’ultimo anno – ha scritto Shiller in una nota- ci siamo accorti che alcune app per i controlli parentali usavano una tecnologia denominata Mobile Device Management o MDM, una tecnologia che offre ad una terza parte accesso e controllo su molti dispositivi, concepita per consentire alle aziende di controllare i propri dispositivi, uno strumento di gestione per l’azienda che ha diritto su tutti i dati e l’uso dei suoi dispositivi”.

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Fonte: key4biz.it

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