5 consigli per proteggere la privacy del proprio smartphone

Sapere come funziona il nostro smartphone è fondamentale per evitare che il dispositivo diventi troppo invasivo o addirittura pericoloso per la nostra privacy. 

Parlare di privacy e di smartphone sembra quasi un ossimoro: è chiaro che per poter utilizzare tutte le funzionalità di un dispositivo avanzato dobbiamo rinunciare ad una parte di essa, dagli spostamenti che facciamo ogni giorno all’attività fisica, dai siti che ci piace consultare spesso ai social network. Questo, però, non significa che dobbiamo arrenderci ad essere spiati 24 ore su 24, in ogni momento del giorno e della notte: la consapevolezza di come funziona il nostro amato/odiato dispositivo è il primo passo da fare per evitare di renderlo ancora più invasivo e, in certi casi, anche pericoloso. Ecco, quindi, 5 consigli utili per proteggersi dalle minacce più diffuse e per vivere più serenamente, senza necessariamente installare antivirus, antispam e altri tool pesanti sul vostro dispositivo.

Spegnete Wifi, GPS, NFC e Bluetooth se non si utilizzano
Lo so, siamo pigri e addirittura alcuni sistemi operativi oggi decidono per noi quando attivare e disattivare tali funzionalità. Tuttavia dobbiamo abituarci a farlo manualmente, perché in questo modo non solo risparmieremo batteria, ma ci difenderemo da alcuni rischi potenziali, come ad esempio:
accessi indesiderati da Bluetooth e Wifi (ovviamente se state sfruttando hotspot sicuri e le reti delle vostre offerte ADSL e fibra di casa, nessun problema);
allaccio a reti senza fili realizzate ad hoc per attaccare e/o per appropriarsi di dati personali in modo illecito;
furto di denaro attraverso l’NFC (sempre più possibile con la maggior diffusione dei pagamenti contactless);
localizzazione continua attraverso il GPS (che sia Google o un criminale informatico, è davvero necessario far sapere a tutti dove siamo in qualsiasi istante della nostra esistenza?).

Occhio ai social network
Per questo punto sarebbe necessario scrivere un trattato in merito: i social network vivono e guadagnano con la raccolta dati ed è l’utente stesso a fornirli, più o meno volontariamente (il recente caso di Facebook sotto inchiesta penale per la cessione di dati ad altre aziende dovrebbe fare riflettere). Se, però, non potete fare a meno di Facebook, Twitter, Instagram, etc…, cercate di utilizzarli in modo intelligente, evitando di condividere informazioni e contenuti particolarmente personali e/o sensibili. Ricordate, inoltre, che pubblicare sui social network non è mai privato, pur impostando le opzioni privacy in modo restrittivo: ogni amico o follower può potenzialmente condividere a loro volta i vostri post, le vostre foto e i vostri dati, sia sullo stesso social network che all’esterno, con screenshot e altri sistemi. Insomma, prima di scrivere o pubblicare qualcosa, fatevi prima la seguente domanda: ne vale davvero la pena?

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Fonte: key4biz.it | di Silvio Spina

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