Net neutrality, negli USA è la battaglia tra telco e giganti del web

Si sono dati appuntamento per il prossimo 12 luglio per opporsi alle modifiche alle regole sulla neutralità della rete introdotte negli Stati Uniti.

Siti come Netflix e Amazon si sono uniti alle associazioni di difesa delle libertà civili in una protesta coordinata, e gli attivisti stanno già condividendo contenuti virali su Twitter, Reddit e Facebook in preparazione dell’evento. Ma perché tutta questa mobilitazione? E chi c’è dietro la campagna social media?

La neutralità della rete è il principio base al quale un fornitore di servizi Internet (ISP) dovrebbe dare ai consumatori un accesso uguale a tutti i contenuti legali indipendentemente dalla loro origine.

Per dirla in altro modo, se immaginiamo la rete Internet come un’autostrada, in accordo con la neutralità della rete, non ci sarebbero corsie veloci e corsie lente e non si dovrebbe dare agli automobilisti la possibilità di pagare per utilizzare un percorso più veloce. Tutti i dati, indipendentemente dalla dimensione, si devono muovere in un campo di gioco uniforme.

In pratica, ciò significa che gli ISP – come Comcast o Viacom negli Stati Uniti – non possono bloccare i contenuti, accelerare o rallentare i dati di siti web particolari in cambio di pagamenti da parte di quei siti. E non possono offrire un trattamento preferenziale ai propri contenuti a spese dei loro concorrenti.

I sostenitori della neutralità della rete dicono che è una questione di correttezza, che questo principio limita la censura e assicura che i grandi ISP non possano ingiustamente soffocare altri fornitori di contenuti. Ma gli oppositori dicono che, invece, questo principio costituisce una restrizione indebita per le imprese, per gli investimenti in nuove tecnologie e che le leggi sulla neutralità della rete sono obsolete.

La Commissione Federale delle Comunicazioni statunitensi (FCC), con il sostegno dell’amministrazione Obama, aveva introdotto, nel 2015, nuovi regolamenti sulla net neutrality a seguito di una vasta campagna messa in piedi da attivisti e aziende tech. Queste regole hanno fatto rientrare gli ISP nella stessa categoria delle altre società di telecomunicazioni.

Ma il presidente Trump, feroce critico di queste misure, ha nominato un noto avversario della net neutrality a presiedere l’FCC all’inizio di quest’anno: si tratta dell’ex commissario Ajit Pai. Pai ha dichiarato di temere che i fornitori di servizi Internet non stiano investendo in infrastrutture critiche perché le regole sulla neutralità della rete impediscono loro di fare profitti dai loro investimenti.

Leggi l’articolo originale The coming battle over ‘net neutrality’

Fonte: BBC | di Hannah Henderson

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