La UE ferma la schedatura aziendale sui dati sanitari dei dipendenti

Nuvole nere in vista per le startup che vendono dispositivi di monitoraggio sanitario e software di “assistenza” al fitness: il timore sempre più diffuso è che le regole europee per il rispetto della privacy distruggano il loro  modello di business basato sulla raccolta massiva di dati personali.

Tra le preoccupazioni che agitano i sonni delle startup c’è quella che riguarda il divieto per i datori di lavoro di obbligare i dipendenti ad indossare sistemi di monitoraggio dei parametri fisici, come Fitbit o altri dispositivi di monitoraggio della salute. 

L’Unione europea aveva infatti messo in chiaro, lo scorso giugno, che questa pratica sarà vietata dalle nuove norme anche in presenza di autorizzazione dei lavoratori nel rispetto dei diritti fondamentali della persona. Inoltre, ai datori di lavoro sarà vietato l’accesso ai dati dei dispositivi privati usati dai loro dipendenti, anche nel caso di dati aggregati o anonimi.

La preoccupazione è cresciuta sia tra piccole start-up e giganti consolidati del settore che vendono dispositivi e software indossabili alle imprese, spesso veri e propri sistemi di schedatura, presentandoli come una opportunità di una migliore la salute dei dipendenti e di risparmiare sui premi delle assicurazioni sanitarie.

Leggi l’articolo originale Fitness Tracking Startups Are Sweating Due to EU Privacy Regulators

Fonte: Bloomberg | di Jeremy Kahn

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