Google denunciato alla Federal Trade Commission; viola la privacy anche offline

C’è uno ritornello del marketing da tempo pubblicizzato da Google: trasformeremo i vostri soldi in più soldi. Da tempo la “Grande G” cerca di convincere i propri clienti che i loro dollari spesi in annunci pubblicitari si traducono in ritorni immediati.

Per farlo, come annunciato dalla stessa Grande G nel corso della conferenza annuale “Marketing Next” dello scorso maggio, il motore di ricerca utilizza un software di intelligenza artificiale (AI) chiamato Attribution. Google ci segue in giro per vedere dove andiamo, monitorandoci attraverso dispositivi e canali – mobili, desktop e negozi fisici – per vedere cosa stiamo comprando. L’obiettivo è misurare gli annunci che abbiamo visto e per poi far sapere automaticamente agli inserzionisti quali annunci si sono tradotti in acquisti.

Google ha detto che stava progettando di anonimizzare i dati per poterli presentare sotto la forma  “User 08a862b091c379fe9767615d10873 ha visto questi 10 annunci al mattino, e ha speso 27,73 dollari in un certo negozio di alimentari nel pomeriggio”.

Una pratica non proprio rassicurante da un punto di vista della privacy, dice l’Electronic Privacy Information Center (EPIC). Lunedì scorso l’EPIC ha annunciato che è stata presentata una denuncia (clicca qui per leggere la denuncia in PDF) presso la Federal Trade Commission (FTC) per impedire a Google di monitorare gli acquisti off-line in-store.

Google utilizza, infatti, “partenariati con terze parti” per accedere, secondo quanto dichiarato, a “circa il 70% delle transazioni con carta di credito e di debito negli Stati Uniti”. Ma Google si è rifiutata di rivelare quali siano i partner o come hanno fatto ad ottenere tutte queste informazioni rifiutando ogni tipo di verifica indipendente sui propri algoritmi.

Leggi l’articolo originale Google wants to track you in real life – privacy group says, ‘No way!’

Fonte: Nakedsecurity | di Lisa Vaas

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